Venerdì 27 aprile scorso, il Tribunale di Ivrea ha assolto Giovanni Belmondo, titolare della Dobell SpA di via Galilei 8 a Mappano, “perché il fatto non sussiste”: una conclusione che ha del clamoroso. Ma di cosa era accusato il signor Belmondo?

Nel 2008, decise, insieme ai suoi dipendenti, di non pagare contributi per circa 500 mila euro. In quel periodo l’azienda, leader mondiale nel campo dei pennarelli e presente dagli anni ’50 a Mappano, si era esposta per quasi 2 milioni di euro con gli istituti di credito, avendo tra le mani un grosso appalto con la multinazionale svedese Ikea.

In quel frangente, una banca anziché dare fiducia all’imprenditore propose addirittura un piano di rientro del debito. Al titolare non rimase che convocare i circa 110 dipendenti dell’epoca e spiegare loro la situazione: era disposto a pagargli lo stipendio, ma doveva momentaneamente sospendere il pagamento dei contributi.

Alla fine la maggioranza dei dipendenti fu a favore di questa scelta (anche perché l’alternativa poteva essere la chiusura e/o la delocalizzazione dello stabilimento). Ovviamente il Fisco segnalò la situazione alla Procura e si è finiti davanti ad un giudice che ha capito la situazione, emettendo una sentenza per niente scontata, anzi a dir poco positivamente clamorosa.  

 

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