A volte, anche nel mondo del lavoro il lieto fine esiste…

A fine luglio nello stabilimento Embraco di Riva di Chieri, c’è stata una vera e propria festa, con tanto di buffet e brindisi finale di buon augurio, alla presenza degli operai, delle loro famiglie  e di alcuni esponenti della nuova società, la sinoisraeliana Ventures che ha salvato tutti i circa 400 posti di lavoro (417 per la precisione), scongiurando il dramma generato dalla Whirlpool che aveva deciso che il sito torinese non era più strategico per loro, nonostante l’alta specializzazione dei suoi operai, o forse proprio per colpa di questa alta professionalità (e magari per colpa anche dell’alto costo del lavoro in Italia)…
Ma la Ventures ha colto questa opportunità, aprendo una nuova era per le centinaia di dipendenti e per la loro famiglie: basta compressori per frigoriferi, ora si produrranno robot per pulire i pannelli fotovoltaici (ed in futuro, probabilmente, anche sistemi per la depurazione delle acque).

Presenti alla festa l’israeliano Ronen Goldstein ed il socio italiano Nino Di Bari che hanno dichiarato: “Siamo qui perché vogliamo diventare leader nel settore dei robot per la pulizia dei pannelli fotovoltaici.
Abbiamo scelto questa azienda per la grande professionalità dei lavoratori. Siamo una grande famiglia, non una multinazionale. Saremo colleghi”. Speriamo che sia davvero così, ma intanto i posti di lavoro sono salvi, tutti! Come ha dichiarato Dario Basso, segretario della UILM Torino: “La manifestazione ha certificato la chiusura del rapporto con Whirlpool, che si è dimostrata un interlocutore serio e affidabile, e la contestuale apertura della collaborazione con la Ventures.

Con la nuova proprietà attiveremo un costante e attento monitoraggio che eviti di incorrere in derive negative. I lavoratori vogliono vedere realizzati nei fatti gli obiettivi industriali annunciati, che hanno la potenzialità di garantire loro una giusta tranquillità occupazionale”.

I due soci presenti a Riva per la festa detengono l’85% del capitale della newco (nuova società), mentre il 15% è in mano alla Guandong Electric, società cinese cui verranno venduti i robot prodotti nello stabilimento torinese che verranno utilizzati in California. Previsto un piano di sviluppo da 20 milioni di euro che prevede di produrre, a regime, 40 mila robot l’anno.

Ottenuti 24 mesi di cassa integrazione, ma già a settembre rientreranno i primi 90 lavoratori; mentre per gennaio 2019 comincerà la produzione, con l’obiettivo di far rientrare altri 190 operai per aprile e tutti i 417 dipendenti entro il 2020.

Dopo le buone notizie, in chiaroscuro in verità, del Mercatone Uno e di ItaliaOnline, questa ottima notizia quindi. Speriamo arrivino presto buone notizie anche per la Comital di Volpiano.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here