Sul problema nato dal pensionamento del dottor Rovere, pediatra di libera scelta che operava sui territori di Caselle e Borgaro, abbiamo chiesto, per correttezza e completezza, una dichiarazione ufficiale anche all’ASLTO4, che ha risposto attraverso la dottoressa Tiziana Guidetto, responsabile dell’Ufficio Relazioni Esterne. Questa la risposta: “Le carenze dei medici e dei pediatri di famiglia sono richieste due volte all’anno dalla Regione (in genere nei mesi di maggio e di novembre) a tutte le Aziende Sanitarie Regionali, come stabilito dagli Accordi Collettivi Nazionali dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta.
Le carenze emergono sulla base di calcoli matematici definiti dagli stessi Accordi Collettivi Nazionali (si tratta di calcoli basati sul numero di abitanti – o, per i pediatri di libera scelta, di minori da 0 a 6 anni – proporzionato al numero di medici e ai loro massimali).
Non vi è assolutamente discrezionalità da parte dell’ASL nella definizione di tali carenze, che poi la Regione pubblica nel Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte (BURP).
La Regione, se si evidenziano delle carenze, individua il/i medico/i avente/i diritto a ricoprire l’incarico sulla base di graduatorie regionali. L’ASL conferisce, quindi, l’incarico/gli incarichi individuati.
Al momento attuale, sulla base del numero di residenti nei diversi ambiti territoriali dell’ASL TO4 nella fascia d’età 0-6 anni proporzionato al numero di pediatri di libera scelta e ai loro massimali, non vi sono posti carenti di pediatria di libera scelta. Fatto, questo, legato alla marcata denatalità che si registra sul nostro territorio
”.

 

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