Piazze AmicheUNPLI è l’associazione che rappresenta a livello nazionale le oltre 6.000 Pro Loco italiane. In questo numero della rubrica riprendiamo due interessanti editoriali, scritti rispettivamente da Giuliano Degiovanni, presidente UNPLI Piemonte (nonchè vicepresidente dell’UNPLI Nazionale) e da Rocco Lauciello, presidente UNPLI Puglia.
I due articoli esprimono autorevoli punti di vista sul ruolo che devono giocare le associazioni Pro Loco, e sono state riprese dagli editoriali dell’ultimo numero uscito di Paese Mio, organo ufficiale di UNPLI Piemonte, e de Il Rubastino, testata della Pro Loco di Ruvo di Puglia.


Giuliano Degiovanni – Presidente UNPLI Piemonte

Fare Lobbying

di Giuliano Degiovanni, presidente UNPLI Piemonte e vice-presidente UNPLI Nazionale

In quella che il sociologo Baumann chiama la società liquida, abbiamo assistito ad una progressiva crisi del sistema sindacale italiano e nella sua trasformazione in “cartelli temporanei di interessi individuali svincolati dai tradizionali legami di solidarietà e di responsabilità sociale”, responsabilità che ha anche un’organizzazione come l’Unpli nei confronti delle Pro Loco che rappresenta.
Chiudersi a riccio dicendo che va tutto bene e attribuire le cause della crisi al sistema sono espedienti, puerili giustificazioni che non risolvono i problemi e forse servono a non fare quel necessario processo di autoanalisi e autocritica che tutti i sistemi organizzati dovrebbero fare.
Se il ruolo delle Pro Loco è cresciuto, se segmenti sempre più importanti della società si stanno accorgendo della loro esistenza e della loro importanza, significa che l’organizzazione che le rappresenta deve fare una profonda analisi sul proprio ruolo, evitando di fare come molte altre organizzazioni che per mantenere i privilegi ed i diritti acquisiti hanno dimenticato i problemi di chi rappresentano.
L’errore commesso da chi ci ha governato in questi anni è stato quello di non accorgersi che si stava lentamente radicalizzando la classe media, quella che nella storia repubblicana aveva sempre fatto tanti sacrifici per ottenere pochi ma significativi cambiamenti. Questa radicalizzazione ha fatto sì che sempre più persone siano oggi arrabbiate contro il sistema che le ha rappresentate per anni.
Non vedere questo come un problema sarebbe come nascondere la testa sotto la sabbia.

 
Cosa deve fare l’Unpli? Alcuni propri compiti sono sanciti da statuto o riconosciuti dalle leggi (regionali) vigenti. 

L’Unpli è un’organizzazione che deve:
1. coordinare l’attività delle Pro Loco

2. rappresentarle nei confronti delle Istituzioni

3. tutelarne gli interessi

4. fornire loro informazioni, consulenza e assistenza tecnica.

È evidente che il perseguimento di questi compiti rappresenti la mission della nostra organizzazione e nessuno di essi debba essere tralasciato. Non si può pensare che i dirigenti Unpli possano rappresentare le Pro Loco solo al momento delle inaugurazioni, negli eventi più o meno di rilievo che vengono organizzati. Si deve lavorare sui problemi quotidiani, quelli che i nostri volontari incontrano tutti i giorni, è necessaria ed importante la “cognizione di causa”, vivere con loro gioie e dolori, sporcarsi le mani, far capire che chi li rappresenta conosce i problemi e fa di tutto (o comunque ci prova con serietà) per risolverli. Da una decina d’anni Unpli Piemonte ha iniziato un lavoro capillare attraverso i Centri Servizi, si poteva e si può sicuramente ancora migliorare, ma i passi avanti sono stati notevoli. Però questi sacrosanti compiti non sono più sufficienti, nel futuro che ci attende la vera sfida è quella di fare lobbying.
Qual è in significato di lobby? Un gruppo di persone legate da interessi comuni in grado di esercitare pressioni sul potere politico per ottenere provvedimenti a proprio favore. La riflessione da fare è quella di capire se le Pro Loco possano insieme ad altre associazioni costruire dei “cartelli di interessi” che perseguano obiettivi comuni finalizzati alla crescita del movimento.
Un passo concreto che va in questa direzione è stato quello che ha spinto numerosi politici locali a lavorare al fine di sensibilizzare le Istituzioni sul problema dell’applicazione delle misure sulla sicurezza, che ha portato la nostra organizzazione ad essere presente ad un tavolo di discussione a Roma, con Franco Gabrielli, attuale Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, per discutere di un tema imprescindibile quale è quello della sicurezza.
Questa opportunità ci dovrà far riflettere che un problema di questa portata non può essere affrontato individualmente ma solo collegialmente, interessando tutti coloro che sono strettamente coinvolti, quindi Comuni, organi di controllo ed altre associazioni di volontariato. Queste sono le opportunità che, a mio avviso, una grande organizzazione come l’Unpli non deve perdere, mantenendo ben chiari i propri principi ma proiettandosi nel futuro, per non rischiare di restare nostalgicamente ancorata al proprio passato.

 


 

Rocco Lauciello – Presidente UNPLI Puglia

Per la valorizzazione del territorio

di Rocco Lauciello, presidente UNPLI Puglia

Incoraggiare sempre più le Pro Loco a lavorare insieme, creando una rete associativa che riesca ad ottimizzare gli strumenti di coordinamento per sostenere il territorio in ambito turistico, culturale e sociale. È questo lo scopo della Pro Loco di Ruvo di Puglia, una località turistica in crescita, in grado di generare essenzialmente un turismo di qualità che permette di attuare nuove reti di relazione ed innovativi modelli di sviluppo locale.
Insieme è possibile collaborare per potenziare l’immagine di “città d’arte” che Ruvo di Puglia ha recentemente conquistato. Saper dare la giusta rilevanza al territorio, attraverso la promozione del patrimonio materiale e immateriale, dà valore e unicità al contenuto locale, valorizzandone i luoghi stessi. In questo modo, non si promuove solo un aspetto turistico, ma si sostiene lo sviluppo dell’intero territorio in un’ottica di qualità e sostenibilità.
Un compito fondamentale che spetta alle Pro Loco è proprio quello di valorizzare le eccellenze locali e saperle presentare agli occhi di chi osserva, al fine di rendere estremamente positivo il concetto di sostenibilità turistica.
Il ruolo riconosciuto alle Pro Loco da parte dell’Istituzione Regionale ci gratifica, ci sprona a fare sempre meglio e a proseguire il nostro operato. È importante lavorare in squadra, ognuno secondo le proprie competenze, tramite un processo organizzativo teso a far emergere le qualità dei volontari. Il compito di un Presidente è di coordinare la crescita di ogni potenzialità espressa dal territorio, sia in termini di patrimonio culturale sia come capitale umano.
Infatti, i volontari sono il punto di forza delle Pro Loco! Il volontariato è cambiato, negli anni strutturandosi in maniera tale da offrire azioni di qualità non episodiche ma continuative. La vera sfida è quella di vedere nei volontari di oggi, gli imprenditori turistici illuminati di domani. Allora le Pro Loco diventano una palestra efficace per generare “esperienze di realtà” nel percorso di realizzazione dei giovani.
Fra i molti eventi virtuosi capaci di porre in rete vari attori della cultura ruvese citiamo il Talos Festival e l’Arte del Modellismo. Un altro esempio è l’iniziativa “Cardoncello on the road”, impostata secondo un format innovativo e attrattivo che vede coinvolti Enti e associazioni del Friuli, affinché sia gli ospiti che i residenti si sentano protagonisti di un percorso di conoscenza territoriale.
L’auspicio è che tutte le Pro Loco entrino in sinergia con i comuni di riferimento, al fine di costruire vantaggiose collaborazioni per la crescita del territorio, senza le quali non si potrebbero realizzare scenari futuri che vedano i giovani protagonisti del bene comune.

 
 

 

 

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