Com’è noto, con l’inizio dell’anno scolastico sono tornati i problemi dei cittadini mappanesi, ma in parte anche dei leinicesi, che usufruiscono (o meglio che, in taluni casi, vorrebbero usufruirne) della linea GTT46 per recarsi al lavoro o a scuola.
Naturalmente, i problemi avvengono nelle ore di punta, quando spesso i bus, partendo dal capolinea leinicese in Piazza 1° Maggio, giungono sul territorio mappanese già colmi di passeggeri e, talvolta, di conseguenza neanche si fermano, arrecando perciò disagi gravi per chi arriva a scuola o al lavoro in ritardo. Tutto ciò in un’ottica per cui si dovrebbe utilizzare sempre meno i mezzi privati per limitare l’inquinamento (il 15 ottobre anche l’area metropolitana torinese è partita con i blocchi massicci del traffico…); ed a fronte di abbonamenti GTT sempre più cari, mentre i mezzi sono sempre più obsoleti. Dopo le tante lamentele, troppe, raccolte dall’Amministrazione mappanese, qualche settimana fa l’assessore alla Viabilità Massimo Tornabene si era rivolto a GTT ed all’Agenzia per la Mobilità per esporre, per l’ennesima volta, la situazione disastrosa. Ma, al momento, non ha ottenuto risposte, anzi: giungono infatti notizie di un altro grave episodio di disservizio ai danni dell’utenza mappanese avvenuto in occasione del Gran Premio del Piemonte di ciclismo che giovedì 11 ottobre scorso ha attraversato il territorio comunale, con l’inevitabile blocco per alcune ore della viabilità.
Quanto accaduto, lo racconta l’assessore Tornabene: “Contrariamente a quanto comunicato agli utenti, durante le ore del blocco la Linea 46 non ha fatto Capolinea in Via Rivarolo a Mappano (la cui viabilità era libera) ma a Torino all’altezza della Cascina Falchera. Tale decisione, a nostro giudizio inspiegabile, ha obbligato i passeggeri ignari (tra cui molti minori) a dirigersi a Mappano percorrendo a piedi, per un tratto di oltre un chilometro, il cavalcavia della Tangenziale, un tratto di strada ad alta circolazione privo di marciapiede e quindi assai pericoloso”. Una scelta davvero discutibile.
Conclude Tornabene: “Giudichiamo quanto avvenuto come l’ennesimo episodio di trascuratezza e approssimazione che GTT oramai da mesi dedica al nostro Comune, a partire dalle fermate non effettuate dal 46 nel nostro territorio perché sovraccarico di passeggeri, e continueremo a farci portavoce dei nostri cittadini presso tutte le istituzioni superiori, perché siamo sicuri di avere diritto ad una mobilità più umana, in termini di numero di passaggi, tempi di attesa e costi equi”.

 

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