Nella vicina Leinì, nel dicembre scorso è stato inaugurato uno spazio teatrale ricavato da un porticato sporco e abbandonato da anni, in pieno centro città, di fianco al Palazzo Comunale, in piazza Vittorio Emanuele II.
Un piccolo gioiello, 200 posti, all’avanguardia nelle tecnologie e che, nel giro di pochi mesi ha già raggiunto grandi successi e un’ottima notorietà anche al di fuori del territorio comunale.
Il suo nome? Teatro Pavarotti. Per la sindaca, Gabriella Leone, “la realizzazione del teatro è stata una grande sfida vinta. Il teatro è sempre stato una realtà culturale importante per Leinì, infatti prima della nascita del Teatro Pavarotti, gli spettacoli si tenevano nel cineteatro parrocchiale che continuerà ad essere aperto e vivo come sempre. Le due strutture saranno, per così dire, complementari, non di certo concorrenti. Il nostro obiettivo, come Amministrazione era, ed è, quello di proporre ai cittadini leinicesi (ma non solo ovviamente), una serie di eventi culturali di ambiti diversi: si è passati dalla musica classica al Cirko Vertigo, sempre con la sala esaurita. Vogliamo ampliare l’offerta culturale, anche con musica gospel e, magari, la proiezione di film. Naturalmente la sala è anche a disposizione delle realtà associative locali”.
Come siete riusciti a realizzare una simile struttura? “Abbiamo ottenuto una parte dei fondi necessari alla realizzazione”, risponde la sindaca leinicese, “circa 750 mila euro, partecipando ad un bando regionale, per il restauro della torre e del porticato. E’ stato un mezzo miracolo, perché i fondi arrivarono in marzo e dovevano essere utilizzati in tempo brevissimo per non perderli. I nostri predecessori alla guida del Comune avevano già un progetto per chiudere il porticato, ma non avevano pensato alla realizzazione di un teatro: la nostra idea è stata, credo, considerata vincente per l’ottenimento del cofinanziamento. Abbiamo così potuto realizzare una sala polivalente del costo di 1,7 milioni di euro nel pieno centro storico di Leinì, riutilizzando una struttura in stato di semiabbandono e riportando agli onori della cronaca anche la torre”.

A Borgaro, invece c’è una struttura che cerca di riemergere da una profonda crisi: l’ex Cinema Italia presso Cascina Nuova, in via Italia.
Affrontiamo l’argomento con l’assessore alla Cultura del Comune di Borgaro, Fabrizio Chiancone, cui abbiamo chiesto di farci un po’ di cronistoria della struttura. “Il cine-teatro nasce nel 1998 nel contesto della riqualificazione di Cascina Nuova”, comincia l’assessore, “La sala venne concessa ad un gestore privato per sette anni che ne fece un sala cinematografica (il Cinema Italia per l’appunto; ndr), in un periodo storico in cui le monosale cinematografiche reggevano ancora il mercato. I posti a sedere sono 204. Nel 2005, allo scadere della convenzione, il cinema chiuse i battenti ed il gestore ci restituì le chiavi. Ovviamente il Comune aveva un certo numero di serate all’anno a disposizione per eventi pubblici. Nel 2006, il cinema riaprì e resse fino al 2009: la crisi dei cinema con l’avvento delle multisale e la necessità di fare importanti investimenti per ammodernare la sala e gli impianti fecero desistere la società che chiuse i battenti”. Si apre quindi un nuovo capitolo, un po’ “tribolato” per la struttura… “Certamente”, prosegue Chiancone, “dal 2009 fino, praticamente, ad oggi l’ex cinema è stato gestito direttamente dall’Amministrazione comunale, con tutti i limiti di risorse che ne conseguono. Abbiamo provato, negli anni, ad organizzare piccole stagioni teatrali, ma servono competenze, tempo e fondi di cui non disponiamo. Ovviamente le associazioni locali avevano la possibilità di organizzare eventi e serate, affittando la sala, anche se spesso l’abbiamo concessa a costo zero”.
A fine 2017”, spiega l’assessore, “decidiamo di fare una gara per affidare la gestione della struttura. Ad aggiudicarsela, per quattro anni, è stata l’associazione “Il Sollievo Onlus” di Leinì. L’inaugurazione vera e propria avverrà nel prossimo mese di ottobre. La onlus aggiudicatrice conta di fare attività di promozione teatrale, facendo soprattutto laboratori con le scuole locali nei pomeriggi”.

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