Si è svolta secondo consuetudine la commemorazione casellese del 4 novembre, Giornata delle Forze Armate e Giorno dell’Unità Nazionale.

Sotto una pioggia a tratti, i partecipanti si sono riuniti in piazza Boschiassi, per poi muoversi, con un breve corteo, verso via Guibert e via Torino per fermarsi in piazza Europa, davanti al Monumento ai Caduti.

Qualche decina di cittadini ha affiancato i numerosi gonfaloni delle associazioni d’arma e volontariato, il sindaco e parte della sua Giunta, l’Arma dei Carabinieri e la Filarmonica “La Novella”.

Deposta la corona ai piedi del monumento dagli Alpini, la parola è passata al cavalier Guglielmetti che ha ricordato la sorte di suo padre e suo zio nella triste vicenda della Grande Guerra.

L’orazione ufficiale è stata compito del sindaco Luca Baracco che ha esordito ricordando i cent’anni passati dalla fine della Grande Guerra e dall’armistizio di Villa Giusti: “Un conflitto dove, ad oggi”, ha detto il sindaco, “non si sa ancora esattamente quante siano le persone che hanno perso la vita. Milioni di vittime per una guerra che per l’Italia è stata una sorta di quarta guerra d’indipendenza, passando, nel giro di un anno, dalla disfatta di Caporetto, alla conquista di Trento e Trieste. Comunque un’immane tragedia, per un conflitto che per gli Asburgo sarebbe dovuto essere una guerra-lampo, mentre invece durò ben quattro anni seminando morte e distruzione”.
“Tutto questo”
, ha proseguito Baracco, “ci deve servire da monito contro la follia della guerra, di tutte le guerre senza distinzione. Dobbiamo vivere questa giornata con profonda gratitudine e stima nei confronti delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine che sono i garanti della nostra unità nazionale”.
“Una festa sicuramente meno sentita e partecipata di altre”
, ha evidenziato il primo cittadino, “seppur esista dal 1919 ed ha resistito ai cambi regime nel nostro Paese: monarchia, dittatura fascista, repubblica.
Forse la scarsa partecipazione, anche odierna, è dovuta al fatto che in passato era addirittura diventata una festa a data “mobile””
.

Baracco ha concluso la sua orazione affermando “che questa commemorazione dev’essere un omaggio all’amor patrio, ma non ai nazionalismi. Dobbiamo dire no ai recinti, allargando la casa comune europea per evitare il ripetersi di simili eventi nefasti”.

Al termine dell’orazione del sindaco, il corteo si è diretto al cimitero, passando simbolicamente per il Viale della Rimembranza, per rendere omaggio al Monumento ai Caduti delle Guerre ed alla Gran Croce ed al Monumento ai Caduti senza Croce.

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