Percorrendo l’autostrada A5 della Valle d’Aosta usciamo al casello di Nus, evitando il salasso ai caselli successivi. Proseguendo sulla SS26 per una ventina di chilometri si raggiunge il comune di Saint Pierre situato alla sinistra della Dora Baltea su di un alto ripiano a quota 731 m s.l.m. sul quale incombono da nord le pendici della Becca France (2312 m s.l.m.) e i dirumpanti terrazzi del fianco sud del monte Torrette (1886 m s.l.m.).
Potendo gestire il proprio tempo e dormire una notte in zona, ci organizziamo per sfruttare al meglio in due giornate le ore a disposizione. Iniziamo con una piacevole passeggiata nel comune tra le coltivazioni di mele che si estendono sino al fiume.
Proseguendo raggiungiamo, in una zona pianeggiante a strapiombo sulla Dora, il Castello Serriod de la Tour dove si trovano interessanti dipinti murali del primo duecento e affreschi quattrocenteschi. In una delle sue sale, detta “Sala delle Teste”, si può osservare il soffitto ligneo decorato, il quale propone mensole intagliate raffiguranti esseri fantastici e mostruosi. Proseguendo la passeggiata ritorniamo sulla SS26 dove ai piedi della rocca imbocchiamo la scalinata che da accesso alla Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo (1871–72). Al suo interno si osservano belle tele e sculture lignee.

Castello di Saint Pierre

Più in alto sulla rocca dominante sulla pianura ci attende il Castello di Saint Pierre, uno dei più antichi della valle, citato per la prima volta nel 1191. Per il suo aspetto favoloso è diventato assieme al castello di Fenis uno dei monumenti simbolo della regione. Ripreso il trasferimento in auto raggiungiamo in poco più di sette chilometri il comune di Saint Nicolas (1200 m s.l.m.) dove è possibile ammirare il particolare fenomeno geologico dei calanchi, qui detti “piramidi di terra”, risultato del dilavamento, per opera delle acque del vicino torrente Gaboè, delle rocce argillose con scarsa copertura vegetale.
In zona sono presenti percorsi per Mtb e per piacevoli passeggiate, interessante il percorso didattico – naturalistico del “Bois de la Tour”. Nuovamente in auto al mattino del secondo giorno superiamo le frazioni di Chaillod, Grand Sarriod, Gerbore, per salire ai 1800 m s.l.m. di Vetan dove la SR41 termina di fronte all’Hotel Notre Maison. Ampia possibilità di parcheggio. Iniziamo l’escursione principale seguendo a lato dell’Hotel la direzione indicata dalla palina segnaletica che subito affronta un breve tratto di sterrato in salita. Si raggiunge un soprastante pianoro ricoperto di cangiante fioritura.
Il panorama è fantastico, alla vista emozione infinita: il Rutor, la Grivola, il massiccio del Gran Paradiso, la Conca di Pila,

l’Emilius…

Seguiamo il percorso del segnavia giallo n° 13 il quale in parte si sviluppa su sentiero e parte su strada poderale, alternando tratti di salita a tratti pianeggianti attraversando solatii pascoli e, fortunatamente nella parte più ripida dell’escursione, un’ombreggiante foresta di conifere.
Sparse lungo l’intero percorso sono posizionate a terra, sui rami degli alberi o tra le rocce oltre centocinquanta sculture in legno raffiguranti volatili, ungulati, selvaggina, invertebrati, personaggi… realizzati e posizionati in un arco di tempo di circa sei anni da Siro Viérin, uno dei più quotati scultori valdostani.
Superato un ultimo tratto di poderale raggiungiamo, nella conca situata tra il Mont Fallère (3090 m s.l.m.) e il Monte Rosso di Vertosan (2821 m s.l.m.) a quota 2385 m s.l.m. in località Les Crottes, nello splendido e panoramico ambiente montano, il rifugio Mont Fallére di proprietà della Famiglia Viérin.
Solo seicento sono i metri di dislivello da Vetan ma impossibile stimare un tempo di percorrenza a causa delle pause di ammirazione, le fotografie e le curiosità incontrate.
Il ritorno è sulla stessa via dell’andata.

Cartografia: Kompass 1: 50000 n° 85 Monte Bianco

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