1. Una strada ad alto rischio.

Sono pochi chilometri, quelli del tratto casellese della Strada Provinciale 2, fra la fine del raccordo autostradale Torino-Caselle e il confine comunale con San Maurizio.
Pochi chilometri ad alto tasso di incidentalità, una cinquantina quelli gravi negli ultimi dieci anni, ha dichiarato il sindaco di Caselle Luca Baracco nella conferenza stampa di qualche settimana fa, per comunicare l’entrata di servizio dal 15 ottobre di due nuovi autovelox.
Strumenti di dissuasione, gli autovelox, consentiti per l’appunto dalle vigenti normative stradali solo in quei tratti caratterizzati da maggiori livelli di rischio.
Nella foto l’autovelox ora in servizio, direzione Torino.

 

2. L’arrivo del COM nelle Aree ATA.

Il livello del traffico, già intenso adesso nelle ore di punta, crescerà inevitabilmente con la realizzazione del previsto parco commerciale. Fra le opere connesse pianificate per adeguare le infrastrutture stradali della zona, assume un rilievo particolare il potenziamento della S.P.2, sia nel tratto che costeggia il confine meridionale delle Aree ATA, fra la discesa dal cavalcaferrovia e il Guercio, sia nel tratto immediatamente precedente, dove si innestano gli ingressi-uscite dall’aeroporto. Ed è su quest’ultimo tratto che vogliamo focalizzare qui l’attenzione.

3. Da 4 a 6 corsie.

Nell’assetto attuale la S.P.2 dispone, nel primo tratto in uscita dal raccordo autostradale, di due corsie per senso di marcia, separate da un guard-rail “leggero”; adeguate corsie di accelerazione/decelerazione non sono presenti sugli svincoli dall’aeroporto in direzione San Maurizio/Ciriè (lo si vede bene nella foto qui inserita).

Il progetto di potenziamento, sviluppato da SATAC (la società “proponente” il COM), prevede tre corsie per senso di marcia, più una corsia di accelerazione/decelerazione in corrispondenza di ogni svincolo; a separare le due carreggiate, un’isola spartitraffico larga 1.80 m, costituita da dispositivi di ritenuta invalicabili (new jersey) e una striscia di verde al suo interno.

4. Un progetto complesso.

Certamente non banale il compito posto ai progettisti SATAC, dato che l’allargamento desiderato si deve sovrapporre al tracciato attuale, lasciando invariate le uscite verso aeroporto ed abitato di Caselle; l’andamento altimetrico rimane quindi quello attuale, e anche lateralmente sono presenti vincoli importanti, fra cui in primis la recinzione aeroportuale.

5. Le osservazioni del territorio.

Per passare dal progetto preliminare a quello definitivo, raccogliendo le osservazioni del territorio, nell’estate del 2017 gli elaborati progettuali delle opere di urbanizzazioni furono lasciate in visione ai soggetti proprietari delle aree coinvolte. Arrivarono, da questi soggetti, privati o società, 45 osservazioni, raccolte ed analizzate dagli uffici tecnici comunali. A dicembre 2017 fu prodotto il documento con le “controdeduzioni” alle osservazioni pervenute, girato ai progettisti SATAC per i necessari affinamenti ai progetti.

6. Le osservazioni SAGAT.

Particolarmente delicate le osservazioni pervenute da SAGAT: principale criticità emersa l’impossibilità, ai fini dell’allargamento stradale, dello spostamento della recinzione doganale esistente lungo la S.P. 2 e la conseguente necessità di modificare il progetto definitivo, coinvolgendo nei pareri gli altri enti aeroportuali nazionali, in primis ENAC ed ENAV. Altra complicazione emersa, il passaggio di proprietà previsto, da SAGAT al Demanio Aeroportuale, dei terreni aeroportuali, con difficoltà quindi ad individuare il soggetto legittimato ad interfacciarsi con SATAC.

7. La conferenza di servizi del 5 dicembre.

A giugno di quest’anno l’aggiornamento del progetto definitivo (da cui provengono le sezioni di progetto, qui sotto riportate), e a inizio ottobre la convocazione formale di una Conferenza di Servizi con i vari enti aeroportuali, che si è tenuta il 5 dicembre.

 

 

8. Il raddoppio del cavalcaferrovia.

In questa sezione la S.P.2 deve scavalcare Strada Aeroporto e la ferrovia Torino Ceres, che corrono affiancate. Il manufatto esistente, che vedete qui sopra sulla destra, è di larghezza insufficiente ad ospitare le 6 corsie complessive dei due sensi di marcia. Il progetto prevede pertanto il suo riutilizzo per le tre corsie direzione San Maurizio/Ciriè. Per le tre corsie direzione Torino verrà realizzato un altro cavalcavia, largo 13 metri, leggermente più alto di quello esistente.

 

 

9. La demolizione della casa di via Filatoio.

Nella sezione qui sopra un altro passaggio cruciale: siamo in corrispondenza dell’immissione dell’uscita dall’aeroporto, direzione Torino, ove si affaccia la vecchia via Filatoio, fiancheggiata sul lato destro da una fila di abitazioni. Lo spazio per ospitare la terza corsia, affiancata in direzione Torino dalla corsia di entrata per le auto in arrivo dall’aeroporto, qui non c’è, se non sacrificando il fabbricato più vicino alla strada. Ne è quindi prevista la demolizione, previo acquisto dello stesso da parte SATAC, che risulterebbe già definito con i proprietari dell’immobile. Il fabbricato in questione è quello visibile nelle due foto qui riportate.

 

10. L’avvicinamento alla recinzione aeroportuale.

La sezione qui sopra riportata descrive la situazione dove avviene il massimo avvicinamento all’esistente recinzione aeroportuale. Qui a seguito dell’allargamento stradale la distanza dell’asfalto dalla recinzione si riduce da 6,15 a 2,15 metri. Su questa situazione progettuale si dovevano esprimere gli enti aeroportuali, per valutarne l’accettabilità. Ciò è avvenuto nella Conferenza dei Servizi, svoltasi a Caselle nella sede comunale di Piazza Europa il 5 dicembre: sembra che in tale sede ENAC abbia formalizzato la richiesta di innalzare la recinzione fino a 6 metri di altezza, nel tratto ove le distanze stradali si riducono.

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