“Liber*di Muoversi”, la camminata non competitiva per le vie di Caselle ha raccolto Domenica 25 novembre quasi quattrocento iscritti.
Dall’assessore alle Pari Opportunità della Regione Piemonte Monica Cerutti un monito: “Bisogna fare informazione, è importante che le donne piemontesi sappiano che si può uscire dalla violenza, ma devono rivolgersi ai centri di accoglienza”.

Anche l’edizione di quest’anno ha raccolto un corteo numeroso e unito per dire basta alla violenza contro le donne, un corteo che ha partecipato ad una camminata di quattro chilometri e mezzo per le vie di Caselle.

La manifestazione dal titolo “Liber*di Muoversi”, che è stata organizzata dalla Commissione alle Pari Opportunità in collaborazione con le associazioni sportive e l’Associazione dei Commercianti, ha raccolto risorse da destinare ad un progetto organizzato dall’associazione della Polizia di Stato, [email protected], per la scuola di Caselle.

Erano presenti all’appuntamento di quest’anno oltre all’assessore Angela Grimaldi, il sindaco Luca Baracco, l’onorevole Anna Rossomando e il consigliere regionale alle pari opportunità Monica Cerutti che nel suo discorso ha parlato della fitta rete regionale di accoglienza (16 centri antiviolenza e di 9 case rifugio), con tanti sportelli sul territorio.
“Sono sempre più numerose le donne che si rivolgono ai nostri centri: questo è un segnale positivo, perché non vuol dire necessariamente che il fenomeno è in crescita, ma che molte donne sanno che possono uscire da situazioni difficili. Vogliamo che l’informazione che questi centri esistono arrivi a tutte le donne piemontesi, perché è fondamentale che si sappia che si può uscire dal tunnel. Occorre continuare il lavoro di sensibilizzazione, perché solo con un cambiamento culturale sarà possibile effettivamente eliminare la violenza. L’obiettivo è ancora molto lontano ma se ci lavoriamo tutti ciascuno nel proprio ruolo forse è più vicino di quanto pensiamo.”

La camminata ha raccolto le ultime adesioni sotto la tensostruttura allestita in piazza Boschiassi, per partire poi da Via Cravero.
Un percorso che ha toccato molte vie del centro. Chi ha preso parte alla marcia indossava qualcosa di arancione, il colore che da sempre contraddistingue la protesta dei cittadini casellesi contro la violenza femminile.
“Sono molto soddisfatta per la partecipazione così numerosa, ma anche per la collaborazione che ci è stata data dalle associazioni”, commenta Angela Grimaldi, in prima fila nell’organizzazione della manifestazione.

Anche la scuola di Caselle che da sempre combatte la violenza, è scesa in piazza il giorno 26 novembre con una rappresentazione, l’ultimo atto dell’opera lirica Carmen di Georges Bizet, contro la possessività e la supremazia del maschile sul femminile e due letture interpretate dai ragazzi tratte da testimonianze di donne vittime, che però sono riuscite a uscire dalla violenza.
A chiudere, una poesia di Alda Merini che il sindaco Luca Baracco ha letto su invito del dirigente Loredana Meuti, che la stessa ha dedicato alle “sue ragazze” alunne, insegnanti, collaboratrici, madri.

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