A Mappano permane il problema dell’assenza di un pediatra sul territorio, situazione creatasi a fine estate con il pensionamento del dottor Rovere.
Nulla si è sbloccato, perché secondo l’ASL TO4 non sussiste, in base ai dati statistici in loro possesso, una carenza. Intanto però i genitori dei piccoli mappanesi devono correre avanti e indietro per paesi limitrofi quando c’è la necessità di farli visitare: una situazione assurda.

Un piccolo aiuto però potrebbe arrivare da gennaio prossimo, quando entrerà in servizio la dottoressa Anna Maria Campisi, che è un medico di base (o meglio, un medico di medicina generale come si dice oggi), ma si è detta disposta ad accogliere anche i piccoli pazienti di età superiore ai 6 anni, come previsto dalle normative.
La dottoressa Campisi, casellese, aprirà il proprio studio dopo le feste natalizie, presumibilmente il 7 gennaio, in via Rivarolo 81. Laurea in biologia e in medicina e chirurgia, specializzazione in medicina Generale, era la prima in graduatoria nell’ambito Borgaro-Caselle-Mappano, ed ha scelto di operare su Mappano, realtà che conosce bene avendo effettuato lì, a suo tempo, delle sostituzioni.

Cose Nostre ha incontrato la giovane professionista. “Da ben sei anni lavoro in “guardia medica” e attualmente sono titolare nella sede di Borgaro”, esordisce la dottoressa, “ed ho scelto di operare su Mappano perché è una cittadina che conosco già, avendo effettuato delle sostituzioni, quindi la scelta mi è venuta naturale.
Affiancherò i miei quattro colleghi già in servizio da anni sul territorio. Sarò, ovviamente, la più giovane e spero di essere ben accolta e che si crei un rapporto di fiducia immediato; spero inoltre che il mio modo di operare venga apprezzato dai mappanesi e dai colleghi”. “E’ cambiato il modo di approcciarsi alla Medicina Generale”, continua la Campisi, “il medico di famiglia dev’essere il primo approccio al Sistema Sanitario Nazionale: in accordo con il paziente, decide il percorso di cura e lo indirizza dallo specialista corretto. E’ nostro dovere poi fare prevenzione, soprattutto nell’ambito delle patologie croniche”. Su cosa ne pensa sulle Case della Salute, la dottoressa afferma che ”sarebbero un’ottima idea, ma è, purtroppo, evidente a tutti che c’è un grosso problema a monte nel reperire le risorse. Sarebbero una soluzione ottimale anche per sgravare i Pronto Soccorso degli ospedali da un accesso sempre più incontrollato. In una Casa della Salute i cittadini, oltre ai medici di famiglia, potrebbero trovare altre figure professionali sanitarie, come medici specialisti ed  infermieri”. “Sarebbe anche interessante”, prosegue il medico, “che si creassero perlomeno degli studi associati di medici di famiglia, ma in zona siamo un po’ indietro sul tema. Confido molto nei colleghi di Caselle in questo senso”.
La dottoressa conclude affermando che “la gente deve avere fiducia nei medici di famiglia. Io comincio la mia avventura mappanese con fiducia e molto entusiasmo”.

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