Si è conclusa la mostra “Profumo di vita #neldirittodelbambino” ospitata per una settimana nella meravigliosa Chiesa dei Battuti e inaugurata durante la giornata Mondiale dei diritti del bambino.

L’evento organizzato dalla Commissione alle Pari Opportunità – che con l’occasione ha presentato la nuova formazione, con la collaborazione di molte associazioni del territorio (sportive e commercianti) – fa parte di una serie di iniziative promosse per manifestare contro la violenza di genere (il femminicidio) e la violenza sui minori.
L’appuntamento culmine di questa rassegna si è svolto domenica 25 novembre, durante la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, con “Liber*di Muoversi”, una camminata non competitiva per le vie della città. Il ricavato della manifestazione finanzierà una serie di laboratori pensati per la scuola di Caselle e mirati alla prevenzione della violenza.

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“Profumo di vita” era un installazione fotografica di 12 scatti realizzati dalla fotografa torinese Elena Givone e curata e ideata da [email protected], l’associazione fondata da un gruppo di donne appartenenti alla Polizia di Stato, per promuovere la legalità attraverso l’arte.
Una raccolta di fotografie sulla nascita che ritraggono neonati in posizioni fetali abbandonati al loro sonno tranquillo e profondo accolti dalle mani protettive dei loro genitori.
Una vita fragile in perfetta armonia con mamma e papà, un’immagine che rimanda a un legame unico di amore salvaguardia e cura.

Una mostra di grande intensità emozionale, grazie all’atmosfera resa ancor più suggestiva dalla meravigliosa cornice della Chiesa dei Battuti (grazie all’associazione Battuti), dalle note di sottofondo del musicista Stefano Cannone e dalla fragranza del profumo ideato appositamente da Diletta Tonatto, anch’essa neo mamma, dell’omonima maison torinese.
Un percorso fotografico che alterna le immagini a  didascalie e che contrappone all’amore la violenza, le didascalie spiegano a vario grado gli effetti e le conseguenze della violenza assistita, il fenomeno sommerso che coinvolge i bambini vittime, loro malgrado, perché testimoni di qualsiasi forma di maltrattamento consumato all’interno delle mura domestiche, una realtà troppo spesso sottovalutata che sortisce inevitabili irreparabili conseguenze che segnano una vita intera.

La mostra è stata anche il fulcro di un progetto che si svilupperà con gli alunni della scuola di Caselle, a partire dalle visite delle scolaresche, per proseguire con una serie di laboratori in classe che accompagneranno i ragazzi in un percorso per l’individuazione di un rapporto a rischio. Il laboratorio che sarà curato da [email protected] terminerà con un lavoro che i ragazzi della scuola presenteranno l’8 marzo ai genitori e al pubblico.

Le immagini della mostra sono diventate anche un calendario che per l’anno 2019 è stato realizzato in collaborazione con i neonati dell’Ospedale di Cirié e che sarà distribuito gratuitamente dal centro informazione giovani e lo si potrà trovare in alcuni punti commerciali della città.

[email protected] grazie alla collaborazione nata con l’ospedale Sant’Anna di Torino e insieme alla fondazione Medicina a Misura di Donna, hanno istituito un passaporto culturale che consente l’accesso a tutte le famiglie di bambini neonati ai musei durante tutto il primo anno di vita. Questa iniziativa sarà estesa quest’anno alle famiglie dei neonati di Caselle.

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