Non era proprio un compito facile, quello di trovare i toni giusti per festeggiare un compleanno importante, come quello dei 50 anni della Pro Loco. 
Facile scivolare nella retorica, nella banalità, nell’auto-incensazione. Insomma, poteva essere una serata di noia. Ebbene, così non è stato. Per i tanti soci e simpatizzanti, o semplicemente curiosi, che hanno affollato la Sala Cervi, martedì sera 12 febbraio, è stata un’ora e mezza di spettacolo.  

Una scenografia minimalista, che volutamente richiamava la sede dell’associazione, una qualunque delle tre che si sono succedute nel corso dei cinquant’anni; quella di via Cravero, dove il 12 febbraio del 1969 veniva firmato dal dottor Silvio Passera l’atto costitutivo con cui è nato il sodalizio, oppure gli spazi all’interno del Castello di piazza Boschiassi, dove “il dutur” era riuscito a traslocare la “sua” creatura, o infine la Casa delle Associazioni di via Madre Teresa di Calcutta, quella giustamente intitolata a lui, a Silvio Passera. A ricreare l’ambiente della Pro Loco, due pannelli in rete a simulare una mostra fotografica, due tavoli allineati sulla sinistra del palco, con alcune annate rilegate di Cose Nostre. Tutto qui.

Seduti dietro ai tavoli, Patrizia Bertolo, Gianpiero Barra (al suo esordio sul palcoscenico), Marianna Bornesco. Sulla destra, il mattatore, il nostro “chansonnier” Elis Calegari, le cui dote canore, da pochi anni riscoperte, non erano offuscate da una covante influenza. Tutta la serata è stata vissuta sul filo dei personali ricordi dei quattro protagonisti, ricordi aiutati e potenziati dalle immagini video di quell’anno, il 1969. Filmati che si alternavano fra quanto capitava in quell’anno nel mondo, cominciando da quelle sbiadite immagini dello sbarco sulla luna, vissute da tutti come un evento epocale, che avrebbe cambiato le nostre esistenze, e quanto capitava nella nostra Caselle. E qui, per quanto riguarda Caselle, un colpo di fortuna ha aiutato negli ultimi giorni Elis, lo sceneggiatore dello spettacolo: grazie a Lucia Manina, sono state recuperate delle rarissime riprese video delle strade di Caselle, com’erano allora, senza neanche una rotonda e con il doppio senso di marcia in via Torino.

L’altro catalizzatore, a scatenare la macchina dei nostri ricordi, sono state le canzoni di quel 1969: si è partiti dallo storico filmato con l’ultimo concerto dei Beatles su un tetto di Londra, l’ultimo prima dello scioglimento, per passare all’unica partecipazione di Lucio Battisti a Sanremo. E con la canzone di Mogol-Battisti “Un’avventura” è partito l’excursus canoro di Elis, fra le canzoni di quel periodo. E come si ascoltavano allora quei pezzi l’ha raccontato bene Patrizia, allora sedicenne: si ascoltavano con i mangiadischi, e si ballava nei garage, magari spegnendo le luci, per favorire i primi amorini.

Insomma, un’ora e mezza volata via, sul filo dei ricordi e della commozione.

Tanti applausi alla fine, con i doverosi ringraziamenti estesi dalla presidente Silvana Menicali a Sergio D’Ambrosio, Gianluca Zavatteri, Aldo Merlo e Sergio Cugno, che hanno egregiamente gestito tutti i contenuti multimediali.

Degna conclusione della serata, nell’atrio purtroppo angusto della Sala Cervi, il taglio della grande torta dei 50 anni, tagliata dalla presidente Silvana, e la scopertura di altri due pannelli fotografici della mostra itinerante che ci accompagnerà per tutto l’anno del cinquantenario.

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