Aree ATA, succede qualcosa?

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Il fiume carsico. Aree ATA: succede qualcosa? E come andrà a finire. Domande che, girando per Caselle, ci si sente porre, ma a cui la risposta continua ad essere interlocutoria. L’esito dell’ATA-novela continua ad essere incerto. E scusate l’uso del sarcasmo, su una vicenda che è tuttavia così importante per il futuro di Caselle. Un fiume carsico, l’abbiamo definita più volte. E nello scorso mese, sui due aspetti più importanti, lo sblocco del rilascio dei permessi a costruire, per quanto riguarda il Comune, e il rinforzo della potenza di fuoco finanziaria, per quanto riguarda AEDES, non è emerso nulla di nuovo.

Caselle come Parma? Il “Caselle Open Mall” come il “Parma Urban District”? La vicenda l’ha tirata fuori il consigliere di minoranza Andrea Fontana, nell’ultimo Consiglio Comunale casellese di fine gennaio. Il cantiere di un nuovo centro commerciale, nell’area ex Salvarani costeggiante l’Autostrada del Sole; ma anche un’area posta non lontano dalla pista dell’aeroporto di Parma. Fra fine 2017 e inizio 2018 il Comune di Parma rilascia i permessi a costruire, sulla base di strumenti urbanistici che non tengono conto degli aggiornamenti 2011 del Regolamento ENAC. La Procura della Repubblica di Parma lo scorso ottobre interviene, disponendo il sequestro del cantiere e la notifica di avvisi di garanzia all’Assessore all’Urbanistica e a due funzionari del Comune, per concorso in abuso d’ufficio.

Sostiene Fontana, nel suo spazio su Cose Nostre di febbraio: “Questa è la fedele cronaca di quanto accaduto a Parma qualche mese fa. Un centro commerciale costruito vicinissimo all’aeroporto, come qui da noi. E come da noi alcune delibere sono state fatte approvare al Consiglio comunale facendo assumere ai consiglieri delle responsabilità enormi. Lo continuo a ripetere da mesi. Facciamo attenzione a quello a cui si potrebbe andare incontro, perché la situazione è molto simile”. Ribatte sinteticamente il sindaco Baracco: “La vicenda di Parma è completamente diversa da quella di Caselle; a Parma, da quanto si legge sui giornali, mancava proprio il parere ENAC, situazione diversa dalla nostra dove vi è un ampio carteggio di cui tutti hanno preso o possono prendere visione”.

In effetti, volendo entrare più nel merito della vicenda, l’infrazione più grave contestata dalla Procura di Parma agli amministratori della Giunta Pizzarotti è il mancato aggiornamento del Piano di Rischio Aeroportuale. Adempimento a cui invece si è provveduto a Caselle.
Inoltre, in merito alle zone di tutela aeroportuale aggiornate dal Regolamento ENAC, nella planimetria qui allegata è riportata la Testata Nord dell’Aeroporto Giuseppe Verdi di Parma con le zone di tutela A (in viola), B (in blu) e C (in verde). La zona di tutela B, interessata dal prolungamento del cono di decollo/atterraggio degli aerei, si sovrappone in parte con l’area ex Salvarani dove era in corso la realizzazione del centro commerciale. Nel caso di Caselle, invece, la zona di tutela che è stata oggetto del carteggio autorizzativo con ENAC è la zona di livello più basso di tutela, la zona D, estesa lateralmente alla zona aeroportuale fino a 1000 metri dal centro della pista.

Appuntamento a Los Angeles. Se ritenete, segnatevelo sull’agenda. Appuntamento il 3 aprile 2019, agli Universal Studios Hollywood di Los Angeles. Lì saranno assegnati, dalla rivista internazionale Global Retail & Leisure, i premi per i migliori progetti a livello internazionale. E il COM di Caselle è in una lista ristretta di 5 nomi nella categoria RLI Future Project 2019.

Gabriele Cerminara, COO di Aedes SIIQ, ha commentato: “Essere l’unico progetto europeo in short list nella categoria RLI Future Project 2019, accanto ad altri sviluppi concepiti con standard elevatissimi, oltre a essere motivo di grande orgoglio, assevera la bontà del lavoro svolto per COM che si presenta come concept innovativo sia per l’Italia sia a livello globale”.

 

E intanto, a Grugliasco, Settimo e Nichelino …  A Caselle, abbiamo visto, il COM non si è ancora distaccato dal nastro di partenza. Nel frattempo, la concorrenza non è rimasta ferma.

La notizia più importante riguarda Le Gru, il parco commerciale più amato dai torinesi. A 25 anni dalla costruzione, parte quest’anno un completo restyling, con investimento di 200 milioni di euro. Nel 2019-2020 è previsto il rifacimento delle parti comuni, nel 2021 dell’esterno. Due nuovi posteggi multipiano aggiungeranno 1000 posti auto ai 4700 già esistenti. Inoltre la shopville sarà collegata a Torino tramite una nuova fermata dedicata del Servizio Ferroviario Metropolitano, riducendo a 10’ i tempi di percorrenza dal centro di Torino.

A Settimo Cielo il cantiere dell’ampliamento è completato per la parte strutturale; ora si lavora su finizioni ed interni. Sempre a Settimo, annunciata la partenza della costruzione del secondo lotto del Torino Outlet Village.

Concludiamo con Nichelino: nell’area al confine con Vinovo, dopo 7 mesi dall’apertura del primo nucleo di Mondojuve, lo scorso aprile è stata posata la prima pietra del Retail Park, che avrà altri 30.000 mq di medie e grandi superfici di vendita, con aperture scalate fra 2019 e 2020. Completerà il complesso, nel 2021, il blocco G, di proprietà diretta della Juventus e dedicato all’intrattenimento.

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