Nel corso del Consiglio comunale del 25 marzo scorso, all’ordine del giorno vi era l’approvazione dell’atto di indirizzo sull’eventuale acquisizione delle quote di partecipazione in SETA possedute dal Consorzio di Bacino 16. Come spiegato durante la seduta dall’assessore all’Ambiente Giovanni Isabella, la Legge Regionale n.1 del gennaio 2018 ha stabilito lo scioglimento dei 7 consorzi raccolta rifiuti esistenti nel territorio dell’ex Provincia di Torino (esclusa la Città di Torino), per crearne uno unico: un cosiddetto Consorzio di Area Vasta (CAV). Legge che sta creando un sacco di proteste e perplessità nei Comuni, come conferma l’assessore, e le riunioni si susseguono per capire meglio l’evolversi della situazione. Ma, con la Legge approvata, bisogna muoversi in quella direzione: e con lo scioglimento futuro del “nostro” Consorzio di Bacino 16, sorge il problema della azioni di SETA Spa possedute dal consorzio stesso. Stiamo parlando di ben 2,5 milioni di euro di azioni acquisite a suo tempo dal consorzio quando, in base alla legge antitrust di allora, fuoriuscirono dal consorzio stesso l’azienda torinese AMIAT ed il Comune di Venaria (che scelse il consorzio CIDIU). Le ipotesi possibili sono tre: o si ripianano i 2,5 milioni, o si acquistano le azioni, o si vendono le stesse azioni a IREN che sarebbe interessata. Ora, la maggioranza dei Comuni afferenti al Consorzio di Bacino 16 ha deciso per l’acquisto delle azioni: è una scelta chiaramente politica, per evitare che IREN acquisisca la maggioranza delle azioni di SETA. Si intende mantenere la maggioranza pubblica dell’azienda per una questione di controllo in un servizio delicato come quello della raccolta rifiuti. Chiaro che andrà verificata poi la possibilità che quest’acquisizione sia possibile. Nel corso del Consiglio si è infatti solo votato un atto d’indirizzo in tal senso: avuta la maggioranza dei Consigli a favore di quest’ipotesi, si procederà poi all’acquisto delle azioni, presumibilmente tra luglio e ottobre prossimi. Il Comune di Caselle dovrebbe investire per l’acquisto della propria quota di azioni, proporzionale ovviamente alla grandezza del Comune stesso, 134 mila euro. L’atto di indirizzo è stato approvato dal Consiglio comunale con 11 voti a favore, 2 contrari (Dolfi e Giampietro) e un astenuto (Favero).

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