Caselle COM: rallentamento delle attività per la pandemia

Conferito un mandato all’A.D. Roveda per rivedere il piano industriale 2019-2024

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Centri commerciali: un settore in emergenza. Come sia la Fase 2, quella della convivenza temporanea col Covid, lo stiamo scoprendo in diretta in questi giorni; ma dopo, come si andrà a regime? Tutti dicono che, anche nel mondo del commercio e della distribuzione organizzata, nulla sarà come prima, ma quali saranno in concreto questi cambiamenti? La cosiddetta Fase 1, quella del distanziamento sociale, ha portato a un balzo in avanti della penetrazione dell’e-commerce, e nello stesso tempo a una rivalutazione del piccolo commercio di prossimità, quello più vicino al cliente. I grandi perdenti in questa fase sono stati invece i centri commerciali e gli outlet, un settore che in Italia conta oltre 1200 strutture, con 36.000 negozi, 2 miliardi di presenze annue, quasi 600.000 persone occupate. Ebbene, questo settore negli ultimi due mesi ha visto un crollo verticale dei fatturati, specie per i settori diversi dall’alimentare. Anche le attività della ristorazione e dell’intrattenimento, su cui i centri commerciali stavano puntando molto per incrementare il numero dei passaggi, in questi due mesi sono state forzatamente chiuse. Ripartiranno tutte nel corso dell’avanzamento della Fase 2, con lo stesso slancio di prima, o le misure di distanziamento, comunque ancora necessarie, modificheranno le abitudini e penalizzeranno in maniera permanente le megastrutture? Difficile rispondere, anche per gli esperti.

Veniamo al COM di Caselle, dove già i punti interrogativi non mancavano anche prima del Covid. Punti interrogativi che si ponevano non certo sulla volontà della società Aedes di portare avanti il progetto. “Il passaggio del Rubicone”, così avevamo definito su questo giornale la mossa che aveva portato, nell’ottobre scorso, la società ad aprire i cantieri, con alcune opere propedeutiche all’avvio delle costruzioni vere e proprie. Un passaggio del Rubicone, a significare una mossa, che si può ritenere coraggiosa od azzardata a seconda dei punti di vista, per la sussistente presenza, nel panorama dell’opera, di ricorsi e contenziosi pendenti e, soprattutto, di irrisolte incertezze finanziarie.

Le incertezze finanziarie pregresse. Lo sviluppo del COM di Caselle comporta un investimento di 360 milioni di euro. Già a luglio dell’anno scorso Aedes aveva preannunciato un accordo fra i propri soci per un rafforzamento patrimoniale della società, da avviare tramite un piano che prevedeva un aumento di capitale in opzione ai soci della società per 50 milioni di euro, da eseguirsi entro novembre 2019. Per il resto dei capitali necessari, era previsto il ricorso a finanziamenti bancari, ma con porte aperte anche verso altri possibili partner di natura finanziaria, ma non industriale, data la dichiarata intenzione di Aedes di mantenere comunque il controllo al 100 % della proprietà e della gestione del COM.  Le cose non sono però andate finora come sperato da Aedes. L’aumento di capitale da 50 milioni ha avuto problemi: in data 17 febbraio 2020 (data, quindi, ante Covid) un comunicato stampa della società aveva differito al 30 giugno i termini per l’esecuzione dell’operazione.

L’arrivo del Covid e il rallentamento delle attività. A fine febbraio l’apertura dell’emergenza pandemica. Nel corso del mese di marzo a seguito di provvedimenti governativi a livello nazionale viene imposto lo stop ai cantieri edili. Per Aedes si fermano quindi le attività nel cantiere di Caselle, come pure in quello di San Marino ove è in fase avanzata di costruzione un nuovo outlet. Le attività di ufficio non si fermano: sulla pagina Facebook di Aedes trovate un filmato caricato per le feste pasquali che trasmette il messaggio che nella società il lavoro progettuale continua, con cinquanta dipendenti attivi in smart working e in continuo collegamento con i collaboratori esterni.

E veniamo all’ultimo comunicato stampa, del 24 aprile: la società informa di un aumento di capitale riservato alla società Augusto, azionista di maggioranza di Aedes, per ulteriori 10 milioni, a sostegno del piano di rafforzamento patrimoniale, che potrà così contare su complessivi 60 milioni di euro. L’altra notizia è quella del mandato, all’amministratore delegato Giuseppe Roveda, di rivedere il piano industriale 2019-2024. La revisione del piano – precisa il comunicato – dovrà tener conto sia del ritardo nell’esecuzione dell’aumento di capitale, sia della crisi economica che a causa della pandemia Covid-19 si sta diffondendo a livello globale.

In che cosa potrebbe consistere la revisione del Piano Industriale affidata a Roveda? Dato che si parla di rallentamento di attività, per il più grosso progetto in ballo, quello del COM di Caselle, potrebbe trattarsi di un dilazionamento nell’avvio degli appalti dei lavori. La data presunta di possibile entrata in servizio del COM, che era finora stimata (nella Conferenza Stampa al Jet Hotel dello scorso 24 ottobre) per la fine del 2022, potrebbe quindi slittare ulteriormente.

Probabilmente si saprà qualcosa a valle dell’Assemblea dei Soci, convocata per il prossimo 13 giugno per l’approvazione del Bilancio 2019 e del Rendiconto Intermedio di gestione del primo trimestre 2020.

Paolo Ribaldone


 

Prorogati i termini a Satac per la seconda rata degli oneri concessori.
Un altro effetto Covid sulla vicenda COM è stato reso noto nel Consiglio Comunale di Caselle dello scorso 15 aprile. In risposta a una specifica domanda del consigliere Fontana, il sindaco Baracco ha comunicato che il termine per il pagamento della seconda rata degli oneri concessori del COM è stato spostato di due mesi, da fine marzo a fine maggio.
È un atto dovuto – ha poi spiegato il sindaco Baracco – conseguenza del decreto governativo 18 del marzo 2020, che prevede misure economiche a sostegno di famiglie e imprese, fra cui il rinvio di adempimenti e pagamenti vari; in forza di tale decreto, e di uno successivo che ad aprile ha ulteriormente prorogato i termini, la nuova scadenza di pagamento è ora slittata al 22 giugno”.
L’importo dovuto al Comune da SATAC (la società controllata da Aedes che dispone delle licenze per il COM) come seconda rata è di 1.489.570 euro, uguale alla prima rata già pagata lo scorso settembre. La terza rata, sempre di pari importo, è prevista a settembre 2020. La quarta ed ultima rata nel 2021, per un totale complessivo che sfiora i 6 milioni di euro.

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