Per il COM di Caselle si allungano i tempi

Roveda chiede ed ottiene la sospensione temporanea (fino al 31 marzo 2021) dei permessi a costruire, causa crisi post Covid

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Grosse novità in arrivo nella tormentata vicenda del progetto del Caselle Open Mall. Su Cose Nostre di maggio vi avevamo dato notizia del mandato conferito all’A.D. di Aedes, Giuseppe Roveda, per rivedere, a fronte della crisi scatenata dalla pandemia, il Piano Industriale del gruppo milanese. Aedes è la società che è concessionaria, tramite la controllata SATAC, dei permessi a costruire rilasciati dal Comune di Caselle il 30 settembre scorso per la realizzazione del mega-insediamento commerciale, con un investimento da 350 milioni di euro.

Ora, la settimana prima della scadenza per il pagamento della seconda rata, da 1,5 milioni, degli oneri concessori al Comune di Caselle, la mossa di Roveda: la formalizzazione, con apposita lettera protocollata dal Comune di Caselle il 17 giugno, della richiesta di sospensione dell’esecuzione dei permessi a costruire. Motivazione della sospensione, “lo scenario che si sta delineando a causa dei problemi finanziari e di liquidità derivanti dall’impatto del Coronavirus, che sta imponendo a vari operatori della distribuzione italiana di affrontare la necessità di mettere in sicurezza l’azienda e di lavorare su un piano di rilancio industriale, con riduzione del personale, della produzione e delle vendite”. Pertanto “SATAC SIINQ S.p.A. deve procedere sia ad una verifica del progetto COM per accertarne la coerenza con gli scenari che si stanno delineando nonché con le disposizioni – in vigore oggi ed in prospettiva – che incidono sulla progettazione degli spazi”.

La richiesta di sospensione fa appello all’art. 21 quater della Legge 7 agosto 1990 n. 241, la legge quadro sui procedimenti amministrativi, che così recita: “L’efficacia ovvero l’esecuzione del provvedimento amministrativo può essere sospesa, per gravi ragioni e per il tempo strettamente necessario, dallo stesso organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge”. Nel caso specifico la sospensione è stata richiesta fino allo scadere del termine di 18 mesi dal rilascio dei permessi a costruire, e dunque fino al 31 marzo 2021. Da questa data, venendo meno la sospensione dell’esecuzione, ripartirebbero i termini per:

– l’inizio e la conclusione dei lavori (salvo ulteriori proroghe);

– i pagamenti delle rate del contributo di concessione ancora pendenti (tre rate da 1,5 milioni circa cadauna).

Con delibera di giunta di giovedì 18 giugno il Comune di Caselle ha condiviso le motivazioni della richiesta e ha rilasciato il benestare alla sospensione dei permessi a costruire fino al 31 marzo 2021.

Così commenta la decisione il sindaco Luca Baracco: “Le motivazioni per la sospensione sono legate alla eccezionalità della situazione e rappresentano, pertanto, un atteggiamento serio e responsabile sia da parte dell’Operatore chiamato ad analizzare e a gestire le implicazioni dovute alla pandemia in corso sia da parte dell’Amministrazione Comunale nel comprendere e valutare la circostanza: questo arco temporale di sospensione permetterà di comprendere lo sviluppo della pandemia e le sue ricadute concrete sulla vita dei cittadini e sulle realtà produttive e commerciali e, contestualmente, di verificare il progetto COM alla luce delle eventuali nuove esigenze che potrebbero rendersi necessarie. Proseguiranno, invece, regolarmente i procedimenti amministrativi in corso finalizzati alla realizzazione del Caselle Open Mall e delle relative opere di urbanizzazione: progettazioni esecutive, espropri, varianti ai permessi di costruire, eliminazione del vincolo del pozzo della Montrucca, realizzazione della pista di cantiere per la realizzazione della cabina primaria dell’energia elettrica. Insomma, nonostante le gravi difficoltà determinate dall’emergenza sanitaria in corso, sul progetto del COM si procede in modo responsabile e determinato”.

Abbiamo anche chiesto all’assessore Isabella, fra le cui deleghe rientrano le Politiche Finanziarie, un commento a caldo sulle ripercussioni di questa sospensione sul bilancio del Comune, dato che vengono meno nell’anno in corso (e spostate, forse, all’anno prossimo) le entrate di due rate degli oneri concessori, per complessivi 3 milioni di euro. Isabella: “Certo, facendo una battuta, avrei preferito che quei soldi entrassero. Comunque, è da notare che sono soldi in conto investimenti. Gli investimenti di quest’anno in ogni caso già risentivano dei tre mesi di blocco che c’è stato, che per noi comportano a seguire sei mesi di ritardo nella fase esecutiva. Il rallentamento degli investimenti era già quindi in atto. Io a dir la verità sono più preoccupato sul fronte dei conti d’esercizio; in particolare abbiamo molta incertezza sui trasferimenti che ci devono arrivare dallo Stato: ci sono da 1,2 a 1,4 milioni di euro di IRPEF che lo Stato ci deve girare e di cui, con l’aria che tira, non abbiamo notizie certe”.

 

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