Il Baulino vecchio rimarrà sempre nel cuore dei casellesi, un piccolo nome che vola in tutto il mondo, ma questo Nuovo Baulino è già nel cuore di tutti”. Così terminava il nostro articolo, quando nel numero di ottobre 2019 eravamo stati a visitare questo fiore all’occhiello della nostra città. Poi…..poi, la devastante pandemia, che senza fare sconti ha dettato le sue regole. I nostri amici ospiti della struttura, abituati alle visite di persona dei parenti, alla Santa Messa del sabato, alle visite settimanali delle volontarie delle “quattro ciance” e poi ancora intrattenuti con le feste in musica e balli…..improvvisamente tutto sospeso. E avanti così per due anni. Solo ora, piano piano ed a piccoli passi si cerca di riprendere, seppur ancora con qualche difficoltà, quella che era la vera normalità di un tempo. Frattanto anche l’assetto societario del Nuovo Baulino è cambiato ed ora parla francese, ne davamo notizia anche noi nel numero di novembre dello scorso anno. La nuova società “Colisée Italia”, filiale italiana di Colisée, gruppo francese fra i principali operatori multinazionali nel settore della gestione di residenze per le terze età , ha acquisito la maggioranza della vecchia titolarità ed esprime, in seno alla Direzione Generale, il dottor Marco Solia, Direttore della Struttura, che abbiamo incontrato nell’ambito delle sue nuove funzioni manageriali. Una accoglienza degna dei migliori ospiti, proprio come siamo stati abituati a vedere vezzeggiati e coccolati gli ospiti stanziali. Colisée è presente in cinque paesi: Italia, Francia, Belgio, Spagna e Cina. Al momento sono 17 le strutture in Italia, di cui 11 in Piemonte e l’obiettivo è quello di continuare a crescere sul territorio italiano. La scelta dell’inserimento su Caselle è caduta proprio perché il “Nuovo Baulino” era già una realtà molto strutturata e soprattutto con vocazione specifica riferita al mondo della demenza e dell’Alzheimer. Da questo “focus”, prosegue Solia, nasce l’idea e l’esigenza di soddisfare molte richieste e quindi di riaprire il cosiddetto “Centro Diurno Integrato”. Proprio la pandemia, continua il Direttore, ci aveva costretti alla chiusura del Centro Diurno, che ora, con l’allentamento delle restrizioni, abbiamo inteso riattivare e lo faremo da lunedì 16 maggio prossimo. Il Centro Diurno, interviene la Psicologa della struttura Francesca Costante, svolge una funzione intermedia tra l’assistenza domiciliare e le strutture residenziali, offrendo da un lato un programma personalizzato di supporto, riabilitazione e assistenza a persone affette da demenze, dall’altro un sollievo ai familiari. Le forme di demenza, ci spiega la Psicologa, sono una patologia invalidante non solo per la persona interessata, ma colpisce l’intera famiglia e in particolar modo il famigliare che si prende cura in prima persona dell’anziano. Il Centro Diurno sarà aperto durante il giorno dal lunedì al venerdì (dalle ore 09.00 alle ore 17.00 circa) accogliendo anziani che presentano deterioramento cognitivo lieve o moderato e proponendo loro attività predisposte e basate sugli interventi di un’equipe multidisciplinare (infermieri, oss, medico, psicologa, educatrice, fisioterapista), tutto quanto sotto l’attenta supervisione del Direttore Sanitario della Struttura, il dott. Andrea Bianco. Tra le attività specifiche proposte alcune saranno focalizzate alla stimolazione della memoria e al rallentamento del deterioramento cognitivo, alla stimolazione multisensoriale, ad attività ludico-creative, psicomotorie, fisioterapiche, senza dimenticare l’aiuto psicologico per i famigliari, al fine di gestire nel migliore dei modi i vari disturbi cognitivi e comportamentali sia in struttura, sia a domicilio. Avremo disponibilità per 20 persone e questo servizio è anche in armonia rispetto ai desiderata della Regione Piemonte, che richiede a strutture come la nostra, oltre all’elevato standard di qualità, anche la diversificazione dei reparti con particolare riguardo ad intensità diverse di stadio di malattia. Il Centro Diurno andrà ad unirsi a due nuclei specifici della Struttura, dedicati alla residenzialità in piena sicurezza di persone affette da disturbi cognitivi, Alzheimer ed affini, offrendo una molteplice possibilità di supporto agli utenti ed alle loro famiglie, in cui sarà possibile accedere sia privatamente che in convenzione con l’ASL. Aderiamo volentieri, prosegue Solia, a servizi innovativi e di qualità essendo nella carta dei valori di Colisèe Italia, anche perché questo servizio sul territorio è poco diffuso e c’è invece grande necessità e molte richieste, che purtroppo non si è potuto soddisfare a causa del Covid. Il Nuovo Baulino sarà sempre più un punto di riferimento per tutto il territorio nella gestione di anziani sui vari livelli di non autosufficienza, in continua relazione con la comunità che lo ospita. Anche i casellesi confidano nel poter ritornare presto a vivere quella che era la bella realtà del Baulino a cui sono affezionatissimi, dove il ritrovarsi significava condividere un momento di gioia e di entusiasmo non solo per gli ospiti, ma anche per gli stessi visitatori.

Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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