Si è svolto venerdì 22 luglio 2022 in Regione il primo incontro del Comitato di Monitoraggio della linea ferroviaria Torino – Ceres. Un Comitato coordinato dalla Regione Piemonte, e di cui faranno parte l’Agenzia della Mobilità Piemontese, RFI, Trenitalia, GTT, nonché tutti i sindaci interessati dal tracciato.

«Il Comitato – ha precisato l’assessore ai Trasporti e Infrastrutture della Regione Piemonte Marco Gabusi – sarà il luogo in cui si confronteranno i territori. Tra i primi temi affrontati già oggi, il cronoprogramma, di cui si è letto molto in questi giorni sui giornali».

E in tema di cronoprogramma è arrivata la conferma ufficiale di quanto si temeva: il rientro in servizio della linea ferroviaria nel nuovo assetto interconnesso alla rete nazionale slitta dal 1° gennaio 2023 al 1°gennaio 2024. Nella stessa data ci sarà il contestuale passaggio di gestione da GTT a RFI.

Ecco la giustificazione dello slittamento nelle parole dell’assessore Gabusi: “I tempi di riattivazione della linea nel suo complesso tengono conto di importanti interventi aggiuntivi ora finalmente cantierabili grazie ai 140,5 milioni di fondi PNRR per le linee in concessione alla Regione. Sono aumentate le risorse a disposizione e quindi i lavori sulla linea e inevitabilmente c’è anche una modifica del cronoprogramma. Tutto ciò ci consente davvero di restituire ai territori un servizio decisamente più performante rispetto a quello inizialmente previsto. In particolare, l’interconnessione con la rete nazionale e la banalizzazione dei binari».

Il Comitato di Monitoraggio, ora istituito, si riunirà ogni tre mesi per seguire da vicino l’evoluzione del cantiere e monitorarne l’avanzamento. «Le amministrazioni locali – conclude l’assessore Gabusi – rivestono un ruolo fondamentale, che la Regione Piemonte intende valorizzare il più possibile. È stata, infatti, sostenuta da questa amministrazione regionale la richiesta pervenuta dal territorio di volere attestare la linea con la definizione della Stazione Porta a Ciriè, con conseguente finanziamento di oltre dieci milioni di euro per il sottopasso che consentirà di non bloccare totalmente il traffico cittadino».

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