Ricorso sulle elezioni comunali 2022: impossibile da accogliere, secondo il Tribunale di Torino

Condannati al pagamento delle spese processuali i tre ricorrenti

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A Caselle, salvo ulteriori ricorsi, dovrebbe essere giunta al capolinea l’ingarbugliata vicenda giudiziaria partita a luglio 2022, un mese dopo le votazioni comunali che avevano visto la netta vittoria della lista Marsaglia. Gli altri tre candidati sindaco, Andrea Fontana, Paolo Gremo ed Endrio Milano, avevano formalizzato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, dopo la confusa vicenda delle dimissioni del candidato Franco Zaccone, recordman con oltre 400 preferenze nella lista vincitrice delle elezioni.

Il TAR Piemonte a ottobre scorso si era pronunciato, dichiarando inammissibili i rilievi sulle operazioni elettorali, ma rinviando al Tribunale Ordinario la definizione della posizione di Franco Zaccone, in particolare se fosse o meno candidabile alle elezioni amministrative. Zaccone aveva subito nel 2015 una condanna per la vicenda dell’appalto dello sgombero neve all’aeroporto, ma aveva ottenuto nel 2021 la dichiarazione di estinzione dei reati.

La Prima Sezione Civile del Tribunale Ordinario di Torino venerdì 16 giugno ha tenuto l’udienza per la discussione del caso, e lunedì 19 giugno ha reso noto il suo pronunciamento. Dato che Franco Zaccone, a seguito delle sue dimissioni, era già stato surrogato, “vi è carenza di interesse alla decisione” in quanto “la sopravvenuta cessazione dalla carica rende impossibile l’attuazione dell’eventuale statuizione di accoglimento della domanda”. In parole povere, le già avvenute dimissioni di Zaccone hanno reso la domanda non accoglibile.

I tre ricorrenti dovranno rimborsare le spese processuali, pari a 7202 euro, più il 15% di spese forfettarie.

Amaro il commento a caldo formulato da Endrio Milano, uno dei tre ricorrenti: “Le decisioni del Giudice si rispettano sempre ma si possono commentare e lascia l’amaro in bocca l’ordinanza con la quale il Tribunale di Torino ha concluso il ricorso in materia elettorale, presentato dai gruppi di opposizione, decidendo di non decidere. Nell’Ordinanza, peraltro ancora appellabile, il Tribunale sostiene che non è importante sapere se il candidato nella lista di Marsaglia, più votato di tutti in assoluto, era candidabile o no perché si è dimesso. La certezza del rispetto delle regole e dell’etica in materia elettorale dovrebbe essere uno dei fondamenti di una vera democrazia, nel caso delle elezioni comunali casellesi del 2022 non c’è. Non è in discussione l’elezione a sindaco di Marsaglia, ma sul come permangono nubi. Sarebbe nell’interesse della democrazia e anche del prestigio del nostro Sindaco sciogliere queste nubi che ci sovrastano da quando, nella prima seduta del nuovo Consiglio Comunale, non ha risposto agli interrogativi posti dalle opposizioni.”

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