“La scomparsa delle farfalle”, a Caselle il romanzo di Fabio Geda

Ultimo incontro di “Libri di altri incontrano Calvino”

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NELL’AMBITO DELLA RASSEGNA “LIBRI DI ALTRI INCONTRANO ITALO CALVINO”, FABIO GEDA PRESENTA IL SUO ULTIMO ROMANZO “LA SCOMPARSA DELLE FARFALLE” (EINAUDI, 2023). SERATA A CURA DELLA BIBLIOTECA CIVICA JELLA LEPMAN, GIOVEDÌ 13 LUGLIO 2023 ALLE ORE 21.00, PRESSO I PORTICI DI PALAZZO MOSCA IN VIA TORINO 5. INGRESSO LIBERO.

A Italo Calvino, uno dei più grandi scrittori italiani ed europei del Novecento, in occasione del centenario della sua nascita, la Biblioteca Jella Lepman ha dedicato nel 2023 una serie di incontri. Le scrittrici e gli scrittori scelti sono per lo più torinesi e nella loro attività professionale o nella loro formazione hanno avuto in uno o più libri di Calvino un particolare punto di riferimento.

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Fabio Geda, nato a Torino nel 1972, si è occupato per anni di disagio giovanile, esperienza che ha spesso riversato nei suoi libri. Ha scritto su “La Stampa”, collabora con la Scuola Holden e il Circolo dei Lettori di Torino. Geda ha esordito nel 2007 con Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani. Nel mare ci sono i coccodrilli (2010) ha avuto uno straordinario successo sia in Italia che all’estero. Con Einaudi pubblica diversi libri: Anime scalze nel 2017, Una domenica nel 2019 e La scomparsa delle farfalle nel 2023.

Quando in montagna Andrea viene travolto da un fiume di fango, nel tentativo di salvarsi non si aggrappa solo ai rami bassi degli alberi, ma anche, con la stessa forza, ai fili tesi dal ricordo di un’amicizia. Anna, Andrea, Cora e Valerio sono compagni di scuola. Assieme studiano, si divertono, sperperano con allegria le giornate. Il perno di queste esistenze, ancora brevi e già segnate da perdite e ferite, è il negozio di un anziano rigattiere nei vicoli di Torino, un luogo che diventa una specie di base e talvolta di rifugio. Andrea, che rispetto agli altri percepisce ogni cosa con intensità maggiore, a poco a poco si isola. A fargli mancare il fiato sono tanto la bellezza impetuosa del presente, quanto il senso di minaccia che arriva dal futuro. “Sia l’acqua che il tempo, come ha scritto Kawabata, non fluiscono mai all’indietro”, ma nel momento in cui si troverà in pericolo i suoi amici, quegli amici unici che solo una certa età ti regala, saranno di nuovo con lui.

Giovedì 15 giugno, nell’ambito della stessa rassegna, i bibliotecari Maria Teresa Alessio e Paolo Rocco, ci hanno guidati alla scoperta di “Ombra” (Rizzoli, 2023) del torinese Enrico Pandiani.

Max, Vittoria, Sanda e Abdel sono latitanti. Scappati dalla Francia si rifanno una vita a Torino. Su richiesta del misterioso Numero Uno, iniziano a investigare la strana morte del parroco Mario Stejardt e da una piccola parrocchia vengono catapultati nella realtà più oscura della Chiesa.

Nel corso della serata Pandiani ha descritto lo scenario del suo romanzo, una Torino molto diversa da quella degli anni settanta de “La donna della domenica” di Fruttero e Lucentini, per molti aspetti più bella. Una città multietnica, ricca di contrasti e difficoltà, con quartieri tipici che ispirano storie interessanti, il fenomeno dei riders e le organizzazioni di volontariato. Il romanzo narra una storia d’invenzione ma è ispirato a due inchieste coraggiose condotte dai giornalisti Francesco Antonioli (La Repubblica) e Massimiliano Coccia (La Stampa) che rivelano aspetti della nostra società che non dovrebbero esistere, specie in un ambiente come quello ecclesiastico: la forzatura delle vocazioni e lo scandalo finanziario del Cardinale Becciu.

 

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