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Comune di Caselle Torinese
venerdì, Marzo 1, 2024

Caselle: poca partecipazione al Consiglio aperto

Il doppio appuntamento. Un inconsueto doppio appuntamento ravvicinato, con la prima seduta mercoledì 26 luglio, la seconda il giorno dopo, aperta alla cittadinanza. Questo l’inconsueto format, adottato dalla conferenza dei capigruppo, per riuscire a contenere sia i molti punti su cui la maggioranza doveva deliberare (alcuni dei quali con scadenza obbligata), sia le tante interrogazioni, mozioni, interpellanze nel frattempo presentate dai tre gruppi di minoranza, e infine lo spazio di discussione aperto alla cittadinanza fortemente richiesto dal gruppo Progetto Caselle 2027 “per consentire la più ampia partecipazione dei casellesi alle scelte che riguardano il futuro della nostra Città”. Un invito che sembra non essere stato accolto dai casellesi, dato che i cittadini intervenuti a partecipare alla seduta aperta sono stati solo una quindicina.

Quali i temi trattati? Nell’ordine del giorno della parte di Consiglio “aperto” erano stati individuati quattro argomenti principali: VECCHIO BAULINO, CENTRO STORICO E FERROVIA, AREE ATA, NUOVO PRGC (PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE). Per alcuni di questi, essendo già oggetto di interrogazioni specifiche, la trattazione è già stata avviata nel primo Consiglio, e ripresa poi nel Consiglio aperto. Qui di seguito un sunto dei punti salienti.

Vecchio Baulino. Sono note le due posizioni contrapposte, circa il cosa fare dello storico edificio affacciato sul Prato della Fiera. Per l’Amministrazione Marsaglia, coerentemente con il programma elettorale vincitore delle elezioni, portare a conclusione la gara ora in corso e per la quale si dispone del progetto esecutivo per ristrutturare l’edificio per poterlo utilizzare come sede comunale, unificata rispetto alle tre attuali. Per la lista Progetto Caselle 2027, l’opportunità da sfruttare sono i fondi PNRR stanziati per realizzare nuovi studentati universitari. Endrio Milano: “Sembra un bando fatto su misura per il Vecchio Baulino. Partecipare ci consentirebbe di ristrutturare l’edificio a costo zero per le casse comunali mantenendone la proprietà, e di portare a Caselle giovani universitari, con vantaggi per l’economia locale”. Aggiunge Milano: ”Il progetto di fare del Baulino il nuovo municipio risale a 13 anni fa. Un progetto superato, perché la tendenza attuale accelerata dalla pandemia vede la riduzione delle necessità di uffici, per via del lavoro agile. Questa caparbietà nell’insistere su questo progetto mi fa pensare male. Mi taciterò solo se mi producete uno studio con le proiezioni a  anni delle necessità di spazio”. Si apre il dibattito. Il solo intervento da parte del pubblico presente in sala è quello di Gilberto Ferraresi: “È uno spreco fare uffici che fra 10 anni non serviranno più”. Interviene il consigliere Baracco: “Su questo punto la mia opinione è diversa da quella espressa da Milano; continuo ad essere a favore della soluzione del Baulino come nuovo municipio; con la sede unica avremo un consistente risparmio anche come utenze. Inoltre, cominciamo a pensare a cosa fare dell’edificio di piazza Europa, che merita una destinazione culturale di livello medio-alto”.

Centro storico e ferrovia. Su questo punto, che era stato già oggetto dell’’incontro-dibattito un paio di mesi fa in Sala Giunta, ci sono stati diversi interventi. Per Vittorio Mosca, il problema di Caselle è che manca un’idea condivisa di città. La città non ha una sua identità, come invece capita in centri vicini anche più piccoli (e cita Nole). A Caselle l’unico elemento di attrazione in grado di attirare un turismo esterno è la Borgata S. Anna, per il suo legame con la vita di Don Bosco. La memoria storica è fondamentale, ma qui a Caselle non viene salvaguardata, come è capitato in anni passati per l’area Motu e come si ripeterà per l’ex convitto di strada Caldano. La proposta di Mosca è di realizzare un Museo dell’Identità di Caselle. Per Mauro Pregnolato, a Caselle non abbiamo un centro storico da far vedere. Per l’ing. Amato, piazza Matteotti, che potrebbe essere la piazza più bella di Caselle, è invece la dimostrazione dell’incapacità di progettare il futuro, dato che da sempre viene gestita come un semplice posteggio. Per Mario Zavatteri, da anni mancano nel centro storico interventi di manutenzione. Risponde il sindaco Marsaglia: ammette che molte scelte del passato si sono rivelate errate (fra cui il mancato recupero dell’area Motu); una invece si è rivelata azzeccata, quella legata alla battaglia vinta per l’interramento della ferrovia. Fra i problemi aperti attuali, quello del recupero della Vecchia Stazione, ove prosegue una non facile interazione con la Soprintendenza. Altro edificio fondamentale per il centro storico, in quanto costituisce un altro pezzo di storia da recuperare, è il Castello, per il quale l’Amministrazione intende riaprire un dialogo con la proprietà.

Aree ATA. L’argomento è introdotto da Endrio Milano, che con la sua interpellanza chiedeva di poter far conoscere alla città lo stato delle interlocuzioni col proponente privato su un progetto strategico per il futuro di Caselle. Risponde l’assessore Passaretti: c’è stato finora un incontro ufficiale, con la nuova proprietà, ma dalla quale non sono arrivate proposte concrete. La convenzione urbanistica col privato, rinnovata nel 2017, scadrà nel 2027; come oneri di urbanizzazione previsti dalla convenzione sono state versate tre rate su quattro, per un ammontare totale di 4,6 milioni di euro; tale importo è presente su un capitolo dedicato del bilancio comunale. Il sindaco Marsaglia esclude l’ipotesi “polo logistico”, circolata tempo fa e fa presente che la conclusione del passaggio di proprietà del proponente privato è relativamente recente, in quanto l’operazione si è chiusa lo scorso aprile. Sia Marsaglia che Baracco evidenziano come il progetto ATA, ora finito in una situazione di stallo, abbia comportato per la città anche aspetti positivi (nel “bicchiere mezzo pieno” mettono i 120.000 mq di terreno acquisiti in posizione strategica a fianco aeroporto,  i due nuovi pozzi del Malanghero, la realizzazione della nuova cabina primaria con un investimento da parte dell’ente elettrico di oltre tre milioni di euro, la redazione di progetti, ora disponibili per la città, per opere di urbanizzazione quali l’allargamento di via alle Fabbriche).

La discussione di questo punto, oggetto di interpellanza, si chiude con la votazione all’unanimità di una mozione che impegna il Sindaco a organizzare un incontro del Consiglio con la nuova proprietà, che ora ha assunto il nome di Domus.

Nuovo PRGC. Endrio Milano osserva che nei programmi elettorali delle tre liste di minoranza si puntava sulla riduzione del consumo di suolo, mentre per Marsaglia il potenziamento dei collegamenti ferroviari avrebbe comportato una maggiore richiesta di alloggi. Il sindaco Marsaglia fa presente che la sua amministrazione ha ereditato, e condivide, un progetto di variante generale di Piano Regolatore, che sta facendo il suo iter e che si è resa necessaria a seguito della nascita del comune di Mappano. Per quanto riguarda il tema del consumo di suolo, Marsaglia esclude che ci possa essere un ampliamento sui terreni; anzi, per rispettare i nuovi parametri derivanti dalla perdita di Mappano, ci sono solo due possibilità fra cui scegliere: o ridurre la capacità edificatoria, o cancellare aree residenziali inutilizzate da 22 anni. Il sindaco passa quindi la parola all’assessore all’Urbanistica Passaretti, che dà notizia di un certo rallentamento nell’elaborazione del progetto preliminare dovuto alla richiesta della Soprintendenza Archeologica di approfondimenti per alcune porzioni di territorio casellese. Per quanto riguarda il Piano Particolareggiato per l’area RN1a, che è in corso come iniziativa pubblica e che si affianca al lavoro di redazione della Variante Generale, si è dovuto rilocalizzare la posizione della nuova scuola materna prevista dal Piano Regolatore per un problema di compatibilità di classi acustiche con l’area industriale dell’ex scamosceria. La consegna degli elaborati progettuali del Piano Particolareggiato è prevista per fine anno.

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Paolo Ribaldone
Paolo Ribaldone
Dopo una vita dedicata ad Ampere e Kilovolt, ora dà una mano a Cose Nostre

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