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venerdì, Giugno 14, 2024

    In diretta dalla Croisette

    Una panoramica del 77° Festival di Cannes

    Arianna Tasso è una ragazza casellese capace e preparata, con un amore sconfinato per il cinema. Quest’anno ha avuto la possibilità di seguire il prestigioso Festival di Cannes da protagonista, da inviata sul red carpet della Croisette.
    Ecco l’articolo che ci ha inviato direttamente dalla Costa Azzurra.

    Quest’anno grazie all’accredito “3 days in Cannes”, offerto agli appassionati di cinema tra i 18 e i 28 anni, ho avuto la possibilità di vivere a pieno il Festival di Cannes. Dopo giorni di film, incontri, premiazioni, conferenze stampa e proiezioni sulla spiaggia, il 26 maggio si è conclusa la 77esima edizione di questo illustre Festival. A vincere la Palma d’Oro è stato “Anora” il nuovo film di Sean Baker, che dedica il premio alle “lavoratrici del sesso passate, presenti e future”. Una commedia romantica che a modo suo ridefinisce il genere, raccontando la storia d’amore tra una spogliarellista e il figlio viziato di un oligarca russo. Una commedia piena di umanità che nasconde tra le battute la storia di una donna con una professione stigmatizzata che cerca di affermarsi in una società che la tratta come un oggetto.
    Il potere femminile è stato messo sotto i riflettori anche grazie al film “Emilia Perez” di Audiard, un musical che sconfina al thriller affrontando temi dal narcotraffico alla transizione di genere. Le quattro attrici protagoniste: Zoe Saldana, Selena Gomez, Adriana Paz e Karla Sofia Gascon, con le loro eccezionali interpretazioni si sono guadagnate a pari merito il premio di Miglior Attrice. Un momento storico per il Festival di Cannes e per la Gascon che diventa la prima attrice trans a ricevere questo premio.
    Il premio Miglior Sceneggiatura lo ha vinto Coralie Fargeat con “The Substance”, un horror che critica la società incapace di accettare l’invecchiamento.
    Un altro horror-thriller in competizione era “The Shrouds” con protagonista Vincent Cassel, un film in pieno stile Cronenberg che esamina il rapporto tra corpo, sessualità, mente e tecnologia.
    Tra i film più attesi c’era sicuramente “Kinds of Kindness” di Lanthimos, che dopo i numerosi premi vinti agli Oscar, torna al suo stile schietto con un film che ricorda le sue vecchie opere.
    Un altro degli attesissimi era “Megalopolis”, che vede Francis Ford Coppola tornare alla regia con un film folle, atteso da decenni e un costo di 120 milioni di dollari di cui 100 versati direttamente dal regista. Nonostante lo stupore lasciato negli spettatori durante la prima proiezione le opinioni del pubblico sono molto divise.
    Non sono mancati film a sfondo politico, in particolare due biopic. La prima “Limonov: The Ballad” di Serebrennikov che racconta la vita del poeta dissidente sovietico e successivamente politico Limonov. La seconda “The Apprentice” di Ali Abbasi su un giovane Trump, interpretato da Sebastian Stan, che cerca di capire l’origine della sua personalità eccessiva senza crearne una caricatura ridicolizzata. Nonostante ciò Trump non ha apprezzato il film e sta cercando di bloccarne l’uscita in America.
    Da non dimenticare sono le opere degli italiani a Cannes come “Parthenope” di Sorrentino, un film che gioca sul concetto del vedere come azione che appare semplice ma non scontata attraverso una storia di ricerca di sé stessi, che purtroppo non ha ricevuto nessun premio.
    L’Italia era presente anche nel film “Marcello Mio” del regista francese Honoré, dedicato a Marcello Mastroianni; in “Grand Tour” di Miguel Gomes e in “The Damned”, di Minervini che vince il premio Migliore Regia nella sezione “Un Certain Regard” e ha girato alcune scene proprio qui a Torino nei “4 studios”.
    La proiezione di “Spectateurs!” di Desplechin, una lettera d’amore per il cinema e per i fedeli spettatori delle sale di proiezione ha concluso la mia esperienza a Cannes e non potevo sperare in un film migliore per riassumere questo Festival.
    É stata un’esperienza fantastica e non posso fare altro che consigliarla, quindi se siete degli appassionati di film, desiderate vedere questo ambiente da vicino e conoscere persone da tutto il mondo candidatevi per questo accredito, vi assicuro che non ve ne pentirete.
    Se la mia lunga lista di film non vi ha annoiato ma vi ha incuriosito, tenetevi pronti a tornare al cinema perché usciranno tutti quanti in sala tra poco o addirittura già lo sono!

    Arianna Tasso

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    Elis Calegari
    Elis Calegari
    Elis Calegari è nato a Caselle Torinese il 24 dicembre del 1952. Ha contribuito a fondare " Cose Nostre", firmandolo sin dal suo primo numero, nel marzo del '72, e, coronando un sogno, diventandone direttore responsabile nel novembre del 2004. Iscritto all' Ordine dei Giornalisti dal 1989, scrive di tennis e sport da sempre. Nel corso della sua carriera giornalistica, dopo essere stato collaboratore di prestigiose testate quali “Match Ball” e “Il Tennis Italiano”, ha creato e diretto “Nuovo Tennis” e “ 0/15 Tennis Magazine”, seguendo per più di un ventennio i più importanti appuntamenti del massimo circuito tennistico mondiale: Wimbledon, Roland Garros, il torneo di Montecarlo, le ATP Finals a Francoforte, svariati match di Coppa Davis, e gli Internazionali d'Italia per molte edizioni. “ Nuovo Tennis” e la collaborazione con altra testate gli hanno offerto la possibilità di intervistare e conoscere in modo esclusivo molti dei più grandi tennisti della storia e parecchi campioni olimpionici azzurri. È tra gli autori di due fortunati libri: “ Un marciapiede per Torino” e “Il Tennis”.

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