Ben note sono le polemiche sorte nei mesi scorsi in seguito al possibile spostamento del Salone del Libro da Torino a Milano.
La decisione definitiva del Consiglio Generale dell’Associazione Italiana Editori è stata poi quella di mantenere il Salone del Libro a Torino e di aggiungere una Fiera del Libro a Milano. Due eventi quindi, entrambi in primavera. La giustificazione di questa scelta sarebbe stata, secondo l’Associazione Italiana Editori, il costo troppo alto dell’affitto del Lingotto, che ammontava a 600mila euro.
Tuttavia, anche la decisone di tenere entrambi gli eventi aveva fatto molto discutere, soprattutto a causa delle date troppo vicine. Neanche a farlo apposta, la Fiera del Libro milanese 《Tempo di Libri, durata dal 19 al 23 aprile 2017, ha registrato risultati alquanto deludenti, ben al di sotto delle aspettative, quasi come per un capriccio del destino che ha voluto che l’evento tanto caro al capoluogo piemontese rimanesse unico nel suo genere. 《Tempo di Libri》ha chiuso con un bilancio di meno di 70mila ingressi, a discapito degli 80mila che erano stati stimati.
Numero modesto se paragonato ai 127.596 visitatori registrati nell’ultima edizione del Salone del Libro di Torino. Non solo un calo di visite, si è verificato anche un abbassamento del 30% delle vendite rispetto all’ultima edizione torinese e nemmeno il biglietto pomeridiano a metà prezzo, introdotto il secondo giorno, è riuscito ad attirare più di tanto. Questi risultati non sembrano tuttavia preoccupare Renata Gorgani, presidente della Fabbrica del Libro, che considera il bilancio complessivamente soddisfacente e attribuisce alla scelta delle date la colpa del modesto afflusso di visitatori. Saranno infatti diverse le date dell’edizione del 2018, seppure sempre in primavera. La conferma arriva dal sindaco di Milano Beppe Sala, che esprime, come la Gorgani, un giudizio tendenzialmente positivo, ritenendosi soddisfatto per come ha funzionato il tutto.
Nel mese di maggio si terrà la trentesima edizione del Salone del Libro di Torino a cui già 350 editori hanno confermato la loro partecipazione. Torino si è dichiarata inoltre pronta ad ospitare gli espositori delusi dalla Fiera milanese. Anticipazioni, si direbbe, promettenti, che potrebbero già far sperare in un trionfo della città della Mole sul capoluogo lombardo. Si potranno però trarre conclusioni concrete soltanto quando l’evento editoriale torinese giungerà al termine
 

 

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