Il salone del libro di Torino

Se quest’anno qualcuno aveva osato mettere in discussione il successo del Salone del Libro di Torino, ecco sciolto ogni dubbio. I risultati ottenuti dalla fiera del libro piemontese sono stati infatti brillanti, addirittura oltre il previsto: oltre 165mila biglietti venduti.

Che i torinesi abbiano voluto dare una lezione ai milanesi?  Forse sì, ma l’afflusso di visitatori ha incluso anche turisti provenienti dal resto d’Italia e dall’estero. Certo è che Milano si è cimentata in un’ardua impresa osando sfidare la “regina del libro”.

Uno dei punti di forza che ha garantito questo successo è stato il gran numero di temi di attualità trattati: la politica internazionale, il ruolo delle donne, l’immigrazione e l’ISIS. Per non parlare della quantità di incontri con ospiti imperdibili, tra cui molti autori stranieri che hanno presentato le loro opere interagendo con un pubblico partecipe ed interessato.

Tra gli ospiti stranieri anche uno scrittore e giornalista spagnolo, Sergio Del Molino, che con la presentazione del suo romanzo “Nell’ora violetta” ha catturato l’attenzione  di un numero considerevole di visistatori. A colpire il pubblico sono stati certamente la profondità, la sincerità e i toni dolceamari con cui lo scrittore ha presentato il tema centrale del suo libro, un tema dai contorni duri e dal cuore aspro, la lotta contro la malattia del figlio di soli dieci mesi. Nonostante l’argomento, infatti, nel discorso di Sergio Del Molino non c’era rabbia o rancore represso, ma le sue parole avevano sapore di coraggio.

Ha parlato di “addosmesticare” il dolore e poi di condivisione. Per lui è stata una necessità condividere la sua esperienza attraverso un libro , ma non per raccontare una storia strappalacrime, l’agonia o la malattia, bensì per raccontare una paternità accompagnata dalla sofferenza ma anche da un grande amore, protagonista del profondo legame tra genitori e figli.

Un’altra conferenza che si è tenuta nella giornata di sabato 20 maggio è stata quella tenuta da alcuni professori del Dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Torino, i quali attraverso un excursus storico hanno intrattenuto un importante dibattito sulla restrizione delle donne in Italia. Secondo statistiche risalenti al 30 aprile scorso, 42 madri sono detenute in carcere insieme ai loro figli.

La sfida è quella di lottare per ottenere la detenzione domiciliare per le madri al fine di ridurre l’impatto deleterio del carcere sul bambino. Per ora sono state create delle strutture sul modello di abitazioni, chiamate ICAM (Istituti a custodia attenuata per detenute madri) nelle città di Milano, Venezia, Torino e Cagliari. Un’altra situazione problematica è la condizione delle donne provenienti dagli ospedali psichiatrici giudiziari. In seguito  alla chiusura di questi ultimi, il nuovo ordinamento stabilisce che ogni regione deve munirsi di nuove strutture, dette REMS (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza sanitarie), denominate ad ospitare le pazienti psichiatriche con problemi giudiziari. Tuttavia queste strutture non sono ancora ben organizzate, e nemmeno così numerose.L’ obiettivo della conferenza è stato quindi quello di dare un contributo per sensibilizzare alla realtà della restrizione delle donne.

Questi e tanti altri sono stati gli incontri che hanno suscitato l’interesse dei molteplici visitatori, i quali si dicono soddisfatti della propria partecipazione all’evento.
Dunque l’appuntamento con Milano è fissato per l’anno prossimo, quando i due capoluoghi si sfideranno nuovamente “a suon di libri”.

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