Guido Forneris é uno dei tanti ragazzi (anche signorine, ben inteso) ai quali abbiamo cercato di insegnare la bellezza dell’arte. Divenuto “abbà” di Candia, s’é interessato al mondo romanico “nelle terre di re Arduino”, dell’Iconografia di san Calocero (Albenga), collaborando altresì con l’Almanacco “Il Canevesano”.

Ora ha pubblicato un ben documentato volume sulla chiesa di Issiglio, inizialmente considerando il sisma  che nel 1117 ha colpito mezza Europa distruggendo molte opere d’arte quali la cattedrale di Ivrea, Santo Stefano al monte di Candia, la pieve di Santa Maria di Areglio; nel 1121 viene ricostruita la celebre abbazia di Nonantola, parimenti distrutta dagli eventi della natura.

La chiesa di Issiglio presenta oggi, finalmente restaurati, gli affreschi interni con la scena dell’Annunciazione, tondi recanti personaggi biblici, un immobile San Pietro recante sul capo la triplice corona; interessanti sono, nel catino absidale, la Maestas Domini (vi si leggono le parole “Io sono la luce del mondo, la via, la verità, e la vita” tratte dal vangelo di San Giovanni) e sulla parete di destra la scena della Misericordia con la Vergine in trono: l’autore suggerisce l’ipotesi che s’intravveda un inizio di maternità.  In tale scena le gerarchie sia civili che religiose sono suddivise per sesso, come accade per i soprastanti santi.

Un tema – quello della Madonna della Misericordia – che ritroviamo negli affreschi di Lemie (Confraternita del Gesù) ove è presente, come a Issiglio, la figura di San Bernardo da Mentone, da poco ritrovata a restaurata. A Issiglio la scena succitata si completa con la presenza di un grande “teschio ammonitore” che simboleggia il trionfo della vita sulla morte “sino al Giudizio Universale”.

La scelta cromatica degli affreschi di Issiglio risulta ora intensa, ora più pallida, considerate le vicissitudini attraversate da un ciclo pittorico quattrocentesco che quasi miracolosamente s’è salvato, specie se si conduce un raffronto con le immagini scattate prima del 1974. Nel corso delle visite pastorali del 1699 e del 1751, la nostra chiesa viene considerata “impraticabile e vetusta” oppure “in parte diroccata e non officiata”.

Guido Forneris completa la propria opera con una serie ricchissima di annotazioni e un’ampia bibliografia dal secolo XIX sino alle più recenti pubblicazioni del 2015.

Una ventina di fotografie a colori commenta il testo; è presente anche un antico cataletto, struttura in legno usata “quando non c’erano le bare e il defunto, dopo la composizione nel sudario, veniva deposto sul cataletto e ricoperto dalla coltre funebre, detta in Canavese il quertun da mort.”

Madonna della Misericordia, particolare
GUIDO FORNERIS
San Pietro di Issiglio
Bolognino Editore – Ivrea 2017
Edizione non in commercio

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here