Per Alessandro Poma (1874 – 1960) è stata di recente allestita una mostra al Museo del Territorio biellese dedicata al tema del mare: bellissimi pastelli ricchi di luce e di colore che riguardano l’infrangersi delle onde a riva, le “Grotte marine” d’un bel giallo sulfureo, la caratteristica veduta di “Marina di Piano di Sorrento”, ben organizzata cromaticamente.

Ma Poma prima di soggiornare a Roma in Villa Borghese, a Sorrento,  vive nella Val d’Ala lasciando una serie di ottimi dipinti a olio. Sul nostro tavolo abbiamo l’immagine di un’opera di notevole dimensione dal titolo “Baite con capre in Val di Lanzo”: un piccolo borgo dai tetti di lose, lo spiazzo di fronte alle case con gli animali appena usciti dall’ovile, i panni stesi, il fumo che esce dal comignolo; alle spalle, l’Uja di Mondrone che si perde nell’azzurro del cielo.

Ripetutamente Poma dipinge “Greggi di pecore” strette l’un l’altra, oppure isolatamente disposte. A sé una “Vacca” pezzata, che rumina nel paesaggio sereno.

Alla Promotrice delle Belle Arti di Torino del 1899 Poma presenta l’olio “Pian del Tetto” ( 6.4.1895 ), villaggio attraversato nuovamente da pecore, tela preceduta da un bozzetto con le sole abitazioni.

Un dipinto importante viene realizzato a “Martassina”: un verde e fiorito prato, lo sfondo con alberi e case, un’infilata di panni stesi che una contadina raccoglie: l’opera – esposta nel 2005 a Courmayeur, località ove il Maestro scompare – s’accosta ai due dipinti “Panni stesi con sfondo di catena montuosa” e “Baite con panni stesi”.

In alcuni casi Alessandro Poma – che il nipote Lodovico unitamente a Maria Luisa Reviglio della Veneria ha riscoperto raccogliendone l’intero corpus pittorico – guarda ai monti della valle, alle “Levanne” oppure al “Ghiacciaio del Pian della Mussa”: qui, al primo piano in ombra fa riscontro il ghiacciaio caratterizzato da chiazze di neve e da uno sfrangiato cielo illuminato da nuvole d’un tenue color ocra.

Sui monti, le baite ( “Nei pressi di Balme” ) e due vedute della “Parrocchiale di Ala di Stura” – dall’aguzzo campanile – isolata nella valle.

Molti sono i fiori dipinti – specie a pastello su carta – dal nostro pittore: boschi fioriti, “Genziane nel bosco”, un pendìo a “Chialambertetto”, “Campanelle di montagna” e “Rododendri”: opere tutte veramente interessanti per coloritura e atte a suggerire intime sensazioni legate alle tre valli di Lanzo e alla Val d’Aosta.

Certamente nei pressi di Ala vengono realizzate due opere ( a matita l’una, tecnica mista la seconda ) raffiguranti “La Nina” giovane contadina al cui aspetto l’autore conferisce una sorta d’innata regalità.

Sarà bello, prossimamente, vedere riunite tutte le opere di Poma riguardanti la montagna, ma altresì, semplicemente, una “Zolla fiorita”.

A. Poma, Pecora ( ante 1900 ).

 

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