Dove sono finiti i soldi dei mappanesi?

Grassi dichiara guerra ai comuni cedenti

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Tanto tuonò che piovve… Alla fine il sindaco di Mappano, Francesco Grassi, ha rotto gli indugi ed ha presentato ricorso al TAR del Piemonte al fine di verificare la legittimità e la correttezza dei bilanci dei quattro comuni cosiddetti cedenti (Borgaro, Caselle, Leinì e Settimo).

Un atto che, di certo, allontana ogni prospettiva di convenzioni e di dialogo tra le  parti, sempre più distanti, e che, almeno questa è l’impressione diffusa, probabilmente danneggerà proprio i cittadini mappanesi che Grassi intenderebbe tutelare con questo esposto.

A far precipitare il tutto, la Delibera di Giunta n.16 del 30 gennaio scorso, con cui si dava mandato ad uno studio legale di verificare la possibilità di presentare ricorso contro i bilanci. Delibera che è stata vista come una pugnalata alle spalle dai comuni cedenti, tre giorni prima di un‘importante riunione in Città Metropolitana, al punto di decidere di non presentarsi alle riunioni del 14 e del 16 febbraio scorso.

Il primo cittadino mappanese aveva “sospeso” la delibera per tentare di riallacciare il dialogo, ma ormai la frittata era fatta e proprio a seguito del rinvio dei due tavoli ha infine deciso di procedere.
Un duro comunicato stampa di Grassi così recita: ”Dove sono finiti i soldi dei mappanesi? Riteniamo doveroso a difesa degli interessi dei contribuenti mappanesi il deposito del ricorso che vuole verificare la legittimità dei bilanci dei comuni cedenti.
Non vogliamo creare disguidi ai comuni, ma correggere il fatto che non siano state contabilizzate separatamente le entrate dei contribuenti mappanesi (così da poterne verificare l’utilizzo a favore della popolazione e del territorio di Mappano) e prevedere il trasferimento degli eventuali fondi non ancora utilizzati nelle casse del comune di Mappano. Per dimostrare la volontà di trovare una soluzione concertata su questo tema e mantenere un clima di distensione collaborativo, ci asterremo per il momento dal richiedere l’immediata sospensione dell’efficacia degli atti impugnati”.

Conclude il sindaco mappanese sui tavoli “saltati”: “Siamo rammaricati dell’assenza dei rappresentanti dei comuni cedenti al tavolo tecnico convocato dalla città metropolitana lo scorso 14 febbraio, ma continueremo, come fatto fino ad oggi, a cercare di dialogare e collaborare in modo attivo e propositivo con i Comuni di Caselle, Borgaro, Leinì e Settimo, per trovare soluzione ai problemi ancora aperti e poter garantire la doverosa continuità dei servizi erogati ai cittadini, confidando nel senso di responsabilità di tutti”.

La replica altrettanto dura del solitamente “moderato” sindaco di Caselle, Luca Baracco: “In questi giorni è stata depositata presso il nostro Ufficio Protocollo la notifica del ricorso da parte di Mappano. Ieri l’hanno ricevuto anche Borgaro e Settimo. Non ho notizie da Leinì, ma anche loro l’avranno ricevuta o staranno per riceverla.
Cosa dire? Che sono stufo e non ho più parole per commentare un simile atteggiamento, oltretutto contro il nostro Comune che non ha mai presentato ricorsi contro  Mappano, in passato ed ora. Mentre adesso ne abbiamo uno da parte di loro contro di noi: lo trovo singolare e buffo.
Caselle ha sempre cercato di collaborare ed agevolare i rapporti con il nuovo ente, ma tant’è: ne prendiamo atto. Grassi però deve rendersi conto che il suo è un gesto incomprensibile e irresponsabile: si assuma la responsabilità di aver fatto naufragare tutti i tavoli di lavoro che erano, seppur a fatica, ripartiti e stavano lavorando.
Ovviamente, a questo punto, anche noi daremo mandato ad un legale per tutelare gli interessi di Caselle e dei suoi cittadini. Ma ripeto che questo atteggiamento ha dell’assurdo!
Come si farà a parlare di convenzioni e servizi con questo clima? Con che coraggio ci si siederà ad un tavolo dopo tutto ciò? Non credo che Grassi si sia reso conto delle conseguenze di quella delibera”
.

E’ ipotizzabile che i comuni cedenti adottino una linea comune per il ricorso? E magari un unico studio legale? “Dobbiamo ancora incontrarci”, risponde Baracco, “ma è altamente probabile che il ricorso venga seguito in maniera unitaria. Per quanto riguarda il legale, al momento ogni Comune nominerà un suo avvocato di fiducia, poi si valuterà”.

Si prevedono tempi duri e rapporti sempre più tesi fra il nuovo comune ed i comuni cedenti: peccato che Mappano abbia bisogno esattamente del contrario per decollare.   

 

 

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