A seguito dei numerosi episodi di cronaca che in questi mesi hanno visto protagoniste persone che si rifanno ad ideologia di estrema destra (l’ultimo in ordine di tempo, la caccia alla persona di colore a Macerata da parte di un giovane squilibrato armato di pistola che, solo per miracolo, non ha causato morti), da più parti (associazioni, movimenti, partiti, sindacati) si è sentita la necessità di preparare un appello da far sottoscrivere a più cittadini possibile: un appello dove si chiede con forza “mai più fascismi”, in un momento in cui le istituzioni democratiche e repubblicane sembrano aver preso sottogamba questa recrudescenza nazifascista, in un macabro parallelo con quanto fecero le autorità regie prima della marcia su Roma e dell’avvento poi della dittatura mussoliniana.

Questo l’incipit dell’appello: “Noi, cittadine e cittadini democratici, lanciamo questo appello alle Istituzioni repubblicane. Attenzione: qui ed ora c’è una minaccia per la democrazia. Si stanno moltiplicando nel nostro Paese sotto varie sigle organizzazioni neofasciste o neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web. Esse diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell’odio verso chi bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant’anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali”. Un pericolo concreto e strisciante che bisogna contrastare prima che sia troppo tardi: bisogna stroncarlo sul nascere, non commettendo gli stessi errori di allora.

Tra i promotori della raccolta firme: ANPI, ACLI, sindacati confederali, Libera, partiti di sinistra.
Una riflessione della presidente della sezione Anpi casellese, Giuseppina Chieregatti
“Intanto preciso cosa penso sia il fascismo. Il fascismo è un movimento e poi un regime che fa della violenza nella lotta politica non una pratica ma un elemento fondante della sua identità. La violenza non è un fatto sporadico nella lotta politica, ma con il fascismo ne diventa un elemento costitutivo.
Ecco perché oggi più che mai c’è bisogno di un’attenta vigilanza e ferma condanna di tutti questi fermenti e violenze che spesso vengono tacciati come “atti sporadici di quattro stupidi o di quattro esaltati”.
Essere antifascisti  significa essere contro ogni forma di razzismo, significa promuovere giustizia sociale e ricordare che la Resistenza è stata combattuta da ragazzi per una società migliore. L’antifascismo è il fondamento delle Istituzioni italiane e della convivenza civile”.

Come sta andando la raccolta firme a Caselle?
“La raccolta firme a Caselle va molto bene. A oggi non saprei dire quantitativamente il numero poiché abbiamo incominciato sabato 3 febbraio.  Molti avendo la possibilità di collegarsi ad internet firmano l’appello online. Posso però dire che  sono soddisfatta per come procede. Il termine è il mese di maggio”.

Non mancheranno iniziative della sezione ANPI “Santina Gregoris” per poter sottoscrivere l’appello, ma chi lo volesse fare online, può farlo su: https://www.change.org/p/istituzioni-democratiche-mai-pi%C3%B9-fascismi-appello-nazionale.
Ad oggi oltre 58 mila persone hanno firmato. E’ importante farlo, per non commettere gli stessi errori di allora.

La chiusura dell’appello
“Nel nostro Paese già un’altra volta la debolezza dello Stato rese possibile l’avventura fascista che portò sangue, guerra e rovina come mai si era visto nella storia dell’umanità. L’Italia, l’Europa e il mondo intero pagarono un prezzo altissimo. Dicemmo “Mai più!”; oggi, ancora più forte, gridiamo “Mai più!”.

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