L’accesso all’interessante escursione ad anello è dalla frazione di Brione nel comune di Val della Torre, coi suoi vari centri e nuclei sparsi è quello situato allo sbocco della valle in pianura. Il comune comprende l’alto bacino del torrente Casternone che si spinge fin sotto le cime dei monti Arpone (1600 m s.l.m.) e Colombano (1658 m s.l.m.) situati sul crinale che segna lo spartiacque con la Valle di Viù a nord e la Valle Messa a est.

Provenienti in auto da La Cassa sulla SP181 si supera la rotonda dove la svolta a destra condurrebbe a Val della Torre, invece proseguendo dritti ci si immette sulla SP177 in direzione Alpignano per circa duecento metri fino a raggiungere un’area parcheggio sulla destra di fronte al civico 128 (Pasticceria–caffetteria).
Parcheggiata l’auto ci incamminiamo sulla adiacente via Trucco di Brione. Alcune decine di metri di asfalto per imboccare il sentiero che subito inizia a salire.
Si superano alcune edicole votive ed in breve raggiungiamo la cima del monte Calvo (550 m s.l.m.) (30′) dove è stata eretta una cappella dedicata alla Sacra Famiglia.

Superato un valloncello il sentiero inizia a risalire la cresta passando al di sopra della cave di magnesite nel comune di Caselette. Già conosciute in età romana il minerale fu utilizzato nel realizzare i pavimenti della Villa Rustica, antica azienda agricola probabilmente del fine I sec. a.C. – III sec. d.C. Il minerale, conosciuto oltre che per essere usato polverizzato dagli sportivi i quali se ne cospargono le mani a beneficio dell’aderenza dei polpastrelli e della mano, è sopratutto importante in ambito industriale per processi produttivi che vanno dalla carta ai mangimi.
Le cave di Caselette purtroppo furono abbandonate allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Proseguiamo sino all’incrocio di Pian dla Cisterna (1080 m s.l.m.) dove optiamo per una digressione alla sinistra salendo al Monte Musinè (1150 m s.l.m.) (95’/125′). Dall’alto, all’ingresso nella Val di Susa, ai piedi dell’enorme croce eretta nel 1900 ci concediamo una breve sosta per roteare lo sguardo dalla pianura ai monti al confine con la Francia. Ritorniamo sui nostri passi in direzione del Pian dla Feia (950 m s.l.m.). Ripassiamo per Pian dla Cisterna (15’/140′), oltre al quale incontriamo a quindici minuti (15’/155′) un crocevia dove è possibile a destra scendere a Val della Torre per un percorso più breve.

Rimaniamo sul percorso principale per circa dieci minuti poi ad un successivo bivio (10’/165′) deviamo a destra. Dal Musinè fino a questo punto il sentiero quasi sempre in discesa ricomincia a salire. Si giunge ad uno spiazzo (40’/205′) ricavato al termine di un ramo della pista taglia fuoco, il sentiero continua la sua ascesa sul lato opposto dello spiazzo. Seguiranno un altro crocevia ed altre indicazioni poi giunti sul monte Curt (1325 m s.l.m.) (40’/245′) si prosegue scendendo sullo sterrato (42’/287′) che, in cresta allo spartiacque tra Val della Torre e Rubiana, raggiunge il Santuario della Bassa (1132 m s.l.m.) (13’/300′) dedicato alla Beata Vergine Addolorata.

Le strutture del santuario ed il fabbricato per il ricovero dei pellegrini, di recente restaurate, hanno origine nel 1714 da un’edicola votiva per grazia ricevuta. Ogni anno si celebrano due feste: una la domenica dopo l’Assunta, l’altra la terza domenica di settembre.

Una curiosità: la chiesa è a tre navate delle quali una appartiene al territorio di Val della Torre mentre le restanti sono sul territorio del comune di Rubiana. Iniziamo il ritorno imboccando il sentiero che, la facciata del santuario a fronte, scende alla destra. Si passa per Pian Muffi (1015 m s.l.m.) (32′) diretti a Val della Torre seguendo il sentiero sino al suo termine (23’/55′) poi su sterrato a destra giungiamo alla borgata Bitume (Bitum). Di qui in poi la conclusione è su asfalto. Transitiamo per Bussoneis (22’/77) poi a tre minuti ignoriamo un bivio con ponte alla sinistra proseguendo per via Malandrino. Al bivio che segue deviazione a sinistra per via Navei poi borgata Canavei (09’/86′). Brione, parcheggio (69’/155′).

Cartografia: Fraternali editore 1:25.000 n°04

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