Al Pala Alpitour di Torino si è svolta “Flashback”, importante fiera di arte antica e moderna giunta alla quinta edizione, diretta da Stefania Poddighe e Ginevra Pucci.
Numerose gallerie aventi sede nelle principali città italiane ed estere hanno proposto ai visitatori una consistente quantità di dipinti e sculture, realizzati in periodi storici remoti oppure vicini alla nostra epoca, oltre a mostrare opere contemporanee. E’ stato possibile ammirare creazioni di artisti quali Giovanni Battista Tiepolo, Antoon Van Dick, Artemisia Gentileschi, Vittorio Amedeo Cignaroli, ed altresì Bistolfi, Picasso, De Chirico, Boccioni, Carrà, Balla, Felice Casorati, per citarne solo alcuni; erano pure esposte incisioni di Dürer, Lucas van Leyden, Canaletto, Rembrandt.
Fra le presenze torinesi alla fiera figurava la galleria Caretto (Via Maria Vittoria 10) fondata nel 1911 che si occupa principalmente di arte fiamminga ed olandese. A fianco dello spazio Caretto, la galleria Caretto-Occhinegro, condotta dalla quarta generazione della famiglia di galleristi, ospitava dipinti d’indiscutibile pregio.

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Maestro dell’Epifania di Bruxelles “L’Adorazione dei Magi” olio su tavola centinata, cm 104×70 1535-1540 ca.

Tra le opere presentate da Caretto, “L’Adorazione dei Magi” (1535-1540 ca.) attraeva decisamente la nostra attenzione.
L’accuratezza, la complessità della composizione e la gestualità dei personaggi rivelavano la mano del “Maestro dell’Epifania di Bruxelles”, mentre nella raffigurazione l’osservatore poteva individuare le prerogative dei “manieristi di Anversa”, pittori cinquecenteschi specializzati in pale d’altare. Le linee eleganti, le composizioni ambientate fra architetture e rovine, le scene affollate di figure allungate e le sontuose vesti esotiche caratterizzano lo stile di tali manieristi. L’autore dell’”Adorazione” appartiene alla scuola di Pieter Coeck van Aelst (1502-1550), esponente della seconda generazione degli artisti (detti “romanisti” o “italianizzanti”) che contribuiscono all’introduzione del Rinascimento nei Paesi Bassi.

Altrettanto affascinante, fra i dipinti di Caretto, è l’olio su tavola “Madonna con Bambino e Sant’Anna” (1520 ca.), eseguito da Joos van Cleve – detto pure Joost van der Beke – (1485-1541).
L’artista ricopre più volte la carica di decano della gilda di Anversa, distinguendosi come eccellente ritrattista che predilige le morbide luci, influenzato dallo stile di Leonardo. Le protagoniste dell’opera, avvolte in soffici panneggi, rivolgono lo sguardo sereno al sorridente e vitale Bambino, alle cui spalle si apre un paesaggio fluviale e roccioso attribuito al Maestro delle Mezze Figure Femminili, collaboratore della bottega di van Cleve.

Nello spazio Caretto-Occhinegro, risaltava invece l’olio su rame (1660 ca.) “Studio di insetti con fiore di borragine”, minuziosa rappresentazione di elementi naturalistici emergenti dal luminoso sfondo.
Il dipinto è una creazione di Jan van Kessel il Vecchio (1626-1679), pittore di particolare abilità nel ritrarre insetti, rettili e pesci, il cui stile analitico rievoca le nature morte del nonno, Jan Bruegel il Vecchio.

“Le tre Grazie con un cesto di fiori” – olio su rame – (1635 ca.), è invece un’opera di Jan Bruegel il Giovane (1601-1678) e di Frans Wouters (1612-1659), esposta dalla stessa galleria e raffigurante tre giovani festanti, attorniate da un drappo in movimento ed immerse in una radura silvana, che sollevano un cesto colmo di corolle; Bruegel infatti trae ottimi risultati dalle collaborazioni con artisti quali Wouters, pittore di paesaggi spesso accostati a figure mitologiche.

Attendiamo dunque la prossima edizione di “Flashback”, per nuovamente apprezzare un’ampia offerta d’arte raffinata giunta da tutti gli antiquari d’Italia e non solo.

 

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