L’otto tutti i giorni,
lotto tutti i giorni.

Non è una festa, ma è la giornata internazionale della donna, un giorno per ricordare.

La Giornata internazionale della donna ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo.

Già, le violenze, un tema ahinoi sempre più all’ordine del giorno. Quasi quotidianamente accadono episodi di cronaca che vedono vittime le donne. La maggior parte delle violenze sono di tipo domestico, quindi le donne che sono vittime sono parenti, o famigliari che frequentano quotidianamente le donne, di cui poi diventano carnefici.

Già, poi l’otto marzo molti uomini pensano sia sufficiente  regalare mimose per far sentire la donna importante, ma il giorno dopo la stessa donna potrà avere trattamenti diversi dagli uomini. Così non va bene.

Parliamo di numeri, per avere un’idea.

La violenza contro le donne e le ragazze è una delle più diffuse e devastanti violazioni dei diritti umani,  ed è presente in tutto il mondo. Riguarda ogni società e oltrepassa ogni genere di confine generazionale, socioeconomico, educativo o geografico. Ai giorni nostri, complessivamente, oltre un miliardo di vite umane subisce violenze. Si stima che il 35% delle donne  sia stato vittima di violenza nel corso della propria vita, una percentuale che in alcuni paesi raggiunge addirittura il 70%.

Inoltre, più di 700 milioni di donne in tutto il mondo vengono unite in matrimonio ancora bambine, prima dei diciotto anni. Di queste, più di 1 su 3 prima dei quindici anni: si tratta di circa 250 milioni di ragazze. Almeno 200 milioni di donne e ragazze in 30 paesi hanno subito mutilazioni genitali.

Questa piaga è un ostacolo alla parità di genere, all’emancipazione di donne e ragazze e, in generale, allo sviluppo sostenibile, oltre a essere un ostacolo alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

 

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