In cammino, sempre alla ricerca di emozioni

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Stavolta i miei passi mi hanno portato nelle stradine di un piccolo stupendo promontorio nella Costa degli Etruschi, a Castiglioncello, in provincia di Livorno. Un intrico di stradine semicircolari che girano intorno a ville imponenti, casette per le vacanze: cancelli aperti che lasciano intravedere al di là, altri chiusi che lasciano immaginare. Davanti a uno di questi mi sono trovata tempo fa: una giornata primaverile, senza vento, cielo blu che si fondeva con il mare solo leggermente increspato. All’orizzonte tutte le isole dell’arcipelago, in fondo, velato ma visibile, Capo Corso, il “Ditone” per la sua forma allungata.

Mi sono trovata davanti ad un cancello in ferro che proteggeva la visuale verso l’interno. Alla sinistra una targa di ottone lucido diceva che questa dagli Anni 60 in poi è stata la casa dove ha passato periodi di vacanza Alberto Sordi. Questa località decenni fa, è stata il buen retiro di molti personaggi famosi, a cominciare da Sordi, a Mastroianni, Gassmann -qui fu girata una delle scene più significative del film “Il sorpasso”-, poi Carlo Conti, Paolo Panelli e Bice Valori, Giorgio Panariello, Jerry Calà. Personaggi della politica come Spadolini che, negli anni in cui era presidente del Consiglio, atterrava in elicottero su un campo di calcio bloccando per ore il traffico automobilistico.
Mentre ero immersa in riflessioni su come potesse essere al di là del cancello, un piccolo cancellino laterale si é aperto e ne è uscito un distinto signore, poi una signora, di certo sua moglie, quindi un gatto rosso schizzato velocissimo, sicuramente era di casa… A quel punto è scattata l’idea. Ho salutato i signori, mi hanno risposto con molta cordialità, e così ho svelato senza preamboli le mie intenzioni.

-Ho sentito parlare di questo luogo, vorrei vedere il giardino, se possibile.-

Si sono guardati e dopo un po’ lui, titubante, mi ha detto che potevo affacciarmi: lui avrebbe fatto “il palo” perché stava aspettando l’arrivo dei nuovi proprietari: gli eredi di Sordi hanno venduto da molti anni, questi sono dei “quattrinai” del Valdarno, termine poco lusinghiero per definire persone molto ricche ma evidentemente poco nobili sotto altri aspetti. Un estraneo in visita non avrebbe fatto una buona impressione e lui non una bella figura. Era il “casiere” cioè il custode della casa e del giardino, non viveva lì ma in un paese vicino. Sempre presente all’arrivo ed alla partenza dei proprietari, si occupava che tutto fosse a posto, sia dentro che fuori. La moglie mi ha detto: -Vada veloce sulla terrazza, guardi il panorama…-
Sono andata, anzi volata; per raggiungere la terrazza si attraversava il giardino, e si arrivava di fronte alla casa. Ed ecco la prima meraviglia: due enormi pini marittimi la contornavano, uno aveva un grande ramo che correva in orizzontale e sormontava la porta di ingresso andando poi a congiungersi con il suo dirimpettaio! La terrazza offriva un panorama a 360 gradi sul mare sottostante, sulla costa e sulle isole, che da qui sembravano a un tiro di schioppo. La piscina, ovviamente vuota, era ad affaccio su un terreno degradante ricoperto da cespugli e piante mediterranee.
Avrei voluto avere il dono dell’invisibilità ma sono ritornata indietro dai miei ospiti non senza osservare il giardino, curatissimo con piante di sottobosco alla penombra dei pini mediterranei, aiuole di pitosforo ed eleganti statue.
Il “casiere” e la moglie mi aspettavano al cancello, di vedetta. Per fortuna i “quattrinai” del Valdarno non erano ancora arrivati e ci siamo permessi uno scambio di opinioni su questo luogo stupendo e così poco abitato. Come molti altri, sarebbe bello fosse più fruibile. A questo punto ho avuto voglia di rivedere questa coppia così gentile ed affabile e, senza più freni alla sfacciataggine, ci siamo scambiati i numeri telefonici. Li rivedrò volentieri e la cosa mi sembra reciproca. Hanno capito la mia autentica passione per questo luogo che rappresenta le cose che amo di più: un giardino stupendo in un contesto naturale di cui si può solo dire altrettanto: il mare sotto i piedi, una casa o meglio un palazzetto…
In perfette condizioni, un domani chissà. Nei dintorni, dietro altri cancelli c’erano spettacoli di degrado, erbacce, serramenti violati che permettono l’accesso a chiunque; i risultati si possono facilmente immaginare. Questo è l’altro volto della medaglia, ma per quanto mi riguarda, quella è stata una giornata con il botto.

Non la prima: mi è successo altre volte di visitare giardini dopo avere chiesto ai proprietari, che a volte mi hanno accolta, prima con timore poi, di fronte al mio entusiasmo, con calore.

Una volta in Francia mi sono trovata con il muso di un molosso piantato fra le sbarre del cancello e con i denti ben in vista…

 

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