S-Bilanciati

“Il primo infuso è per il gusto.
Il secondo infuso è per il piacere.
Il terzo infuso è per l’occhio.
Il quarto infuso è per il rilassamento.” (Proverbio Cinese)

Il Tè si ottiene per infusione delle foglie di una pianta sempreverde dal nome Camelliasinensis, originaria da una zona compresa tra la Birmania e la Cina meridionale.

Le leggende diffuse in Cina riconducono all’imperatore ShenNung la scoperta del tè (come pianta) nel 2700 A.C.

In realtà le foglie di tè, per moltissimo tempo, vennero soprattutto masticate.
L’infusione sopraggiunse a partire dal settimo secolo D.C., infatti nei testi di medicina cinese veniva affermato che “bere tè amaro aiuta a pensare meglio”.

Il tè, successivamente, arrivò in Europa prima in Olanda e poi in Inghilterra grazie ai mercanti portoghesi, diventando un rito diffuso e radicato nelle culture anglosassoni.

La produzione annuale mondiale supera i 3 milioni di tonnellate e i principali produttori sono Cina, Vietnam, Turchia, Iran e India.

COMPOSIZIONE E PROPRIETA’
Una foglia di tè appena raccolta ho un sapore piuttosto amaro ed astringente dovuto all’elevata presenza di composti fenolici che, da soli, costituiscono il 30-40% del peso secco della foglia. La funzione di questi componenti è proprio quella di rendere amare le foglie per evitare di essere cibo e nutrimento di alcuni animali.

La lavorazione delle foglie comporta diverse fasi: appassimento, dalla durata di alcuni minuti fino ad alcune ore, finalizzato ad eliminare parte dell’umidità presente; l’arrotolatura con la pressatura, per rompere le strutture interne della foglia; la fermentazione (non batterica) ad opera degli enzimi liberati nei processi precedenti; riscaldamento ed essiccazione, dove gli enzimi vengono inattivati; la selezione, per separare le foglie  in base alla pezzatura.

A seconda delle diverse modalità di lavorazione si ottengono le diverse varietà di tè. Le tre principali sono: tè verde, che non prevede la fermentazione enzimatica; tè oolong, semi-fermentato proveniente dall’isola di Taiwan; tè nero, sottoposto a lunga fermentazione.

I composti biologicamente bioattivi sono numerosissimi e, tra questi, spiccano polifenoli (soprattutto flavonoidi e catechine), carotenoidi, clorofilla, alcaloidi (come la caffeina), lignani, poi vitamine e minerali in quantità ridotte.

La concentrazione notevole di queste sostanze biologicamente attive è stata messa in relazione con molti benefici per la salute, rilevati in diversi lavori epidemiologici indagando popolazioni caratterizzate da un elevato consumo di questa bevanda.

E’ stato, ed è tutt’ora, molto studiato l’effetto protettivo del tè e dei suoi composti nei confronti delle malattie cardiovascolari. Studi epidemiologici hanno evidenziato una riduzione del rischio di queste patologie tanto maggiore quanto maggiore risulta essere il consumo quotidiano di questa bevanda. Studi clinici hanno invece dato un quadro molto più sfumato: alcuni lavori indicano una riduzione apprezzabile di specifici marker di rischio per colesterolo LDL, trigliceridi, stress ossidativo, mentre altri non hanno fatto rilevare effetti apprezzabili.

Risultati più omogenei e positivi legano il consumo di tè, sia verde che nero, a una riduzione del rischio di lesioni a livello della parete dei vasi, sia per una probabile azione antiossidante sia per un diretta azione vasodilatativa. Riguardo al diabete di tipo 2, sviluppo di cellule tumorali, dimagrimento, carie e patologie dei denti, allo stesso modo, ci sono in Letteratura studi con esiti contrastanti.

Il normale consumo sembra non presentare controindicazioni rilevanti se non in soggetti che, ad esempio, soffrono di reflusso gastroesofageo o di altri problemi gastrici.

Che sia una panacea per ogni male è ancora tutto da verificare, di sicuro il tè è una bevanda dalla ricchissima tradizione, piacevole, ricca di aromi e sottili sfumature che contraddistinguono le varietà, che richiedono tempo e molta calma per essere apprezzate fino in fondo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here