Giuseppe Francesco Regis – La vergine e il bambino con i santi Maria Maddalena e Dionigi

La 146° Asta della Casa Sant’Agostino (Torino, C. Tassoni 56) propone una quindicina di opere legate alle Valli di Lanzo; ci pare doveroso avviare l’elenco con una tela – già pubblicata su “Arte Cristiana” nel 1997 – raffigurante la Vergine rivolta verso i santi Maria Maddalena e Dionigi in supplice atteggiamente.
L’opera, proveniente dalla cappella dell’Orsera in Valle di Viù, è cromaticamente accesa, con un privilegio di rossi e presenta altresì due angeli in atto di porre la corona sul capo della Madonna. Come questo dipinto sia pervenuto al mercato antiquariale non si sa; frutto di furto o di vendita sconsiderata?

Rimanendo nel campo dell’immagine, di Giuseppe Sobrile è il ritratto di Andrea Remmert (1939) opera statica alla quale si preferiscono – del medesimo autore – due dipinti datati 1920 raffiguranti un “Vaso con fiori” e un “Sottobosco” ricco di luci tanto nel primo piano, quanto nello sfondo infuocato nel sole.

Due anni or sono s’è tenuta a Bra un’importante retrospettiva per Giovanni Piumati; proprio qui s’era ammirata l’opera “Verde e Nuvole” (già collezione Franco Scotti), olio caratterizzato da materiche nuvole che s’impongono nel cielo.

Accanto piace segnalare l’opera “Punta serena Valli di Lanzo” di quell’Oreste Pizio che vediamo attivo al fianco di Giacomo Grosso nella realizzazione del Diorama del 1906.

Da pochi mesi un gruppo di galleristi e studiosi ha messo in atto l’Archivio Pittori e Scultori Piemontesi fra 800 e 900; già qui considerato è il gruppo di “Mucche” (1924) – abbandonate nella luce – del pittore dei Tornetti di Viù Giovanni Guarlotti, il maestro di Alberto Neuchuller, artista da poco riscoperto dalla critica d’arte.

“Tramonto sulla Stura di Lanzo” s’intitola l’olio di Angelo Malinverni (+ 1947), mentre di Carlo Musso (nato a Balangero nel 1907) è un saldo paesaggio di montagna ripreso nell’ora della primavera incipiente.

Gli anni scorrono veloci per cui le ultime opere battute in asta riguardano Mario Becchis (Chialamberto, 1905) e Giovanni Macciotta, il pittore  scomparso a Coassolo 25 anni or sono.

La “Composizione” di Becchis è datata 1979 e riguarda gli anni in cui l’artista ha ormai abbandonato la pittura tradizionale mentre di Kiki ritroviamo due opere spaziate fra il 1968 e il 1991; una visione “Dalla finestra”, con un ieratico ritratto e dei fiori di Girasole, e la bella tela “Contro il cielo” con frutti e oggetti dimenticati su di un davanzale oltre il quale si profilano un breve brano di paesaggio e il cielo azzurrato che conferisce all’opera un senso di mistero.

Una bella occasione dunque per incontrare presenze legate a queste nostre Valli di Lanzo – da decenni valorizzate e difese dalla Società Storica – che meritano di essere riscoperte.

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