L’estate è sicuramente la stagione dell’anno che crea più aspettative, abbinata a progetti di vacanze, di viaggi, di esperienze adrenaliniche da raccontarsi al ritorno. E’ arrivata anche quest’anno, con un meteo sempre più variegato e imprevedibile: piogge, afa irrespirabile… Non sempre le mete scelte si rivelano vincenti; in tempi di turismo on line le possibilità sono infinite ma a volte nascondono l’inganno. Incantevoli chalet possono rivelare strane sorprese, il “vista mare” può essere una foto al muro….

Questa estate non la dimenticheremo facilmente, costellata di fatti, primo fra tutti il crollo del ponte Morandi a Genova, poi gli escursionisti morti durante una piena del Torrente Raganello nel Parco del Pollino in Calabria, il terremoto molisano. Può bastare. Sul Ponte Morandi qualcuno ci dirà, si spera, ciò che è successo o che non avrebbe dovuto succedere. Gli escursionisti del Pollino, qualcuno ha detto in modo forse un po’ brutale “se la sono cercata”. Non è così sbagliato, ogni cosa va affrontata con buon senso e considerazioni attente del paesaggio, che ultimamente per le mutazioni climatiche offre sorprese ma anche strumenti meteo in grado di dirci con attendibilità a cosa andiamo incontro. Affrontare l’alveo di un fiume con quelle caratteristiche con infradito ai piedi e costume da bagno è quantomeno da irresponsabili, nello specifico non andava affrontato viste le previsioni, ma si sa quanto è difficile rinunciare ad una cosa desiderata e dall’altra parte, quella delle guide, ad un profitto. Di alcune settimane fa la notizia che sul Cervino sono arrivati alcuni escursionisti con abbigliamento inadatto e non più in grado di affrontare la discesa. Come fare? Semplice, o te la sfanghi usando quel poco di cervello che ti è rimasto o arrivati i mezzi di soccorso li affronti a tue spese.

Che dire dei nostri mari? Bandiere blu disseminate ovunque, con quale criterio non si sa vista la “babucchia” sospetta che galleggia poco distante da riva, il colore non proprio limpido delle acque e quel saporino…. La gente del posto dice che dipende dai venti, gli albergatori dai depuratori mal funzionanti. Ci resta la montagna, per fortuna. Ne abbiamo di bellissime, vicine, con sentieri mantenuti faticosamente, nemmeno a dirlo, da volontari. Sempre di alcune settimane fa la notizia, buona, che il sentiero che raggiunge la parte alta del vallone del Servin a Balme risulta più agibile in quanto il tratto più esposto è stato allargato e ripulito. Al proposito vorrei segnalare un gruppo che seguo con molto piacere: gruppo Montagne delle Valli di Lanzo Orco e Soana; nella melma di Facebook qualcosa di buono si trova.

La montagna è fatica, non regala niente, costringe chi la affronta alle sue regole, non sono ammessi errori o sottovalutazioni. Un po’ di tempo fa sotto il Bec di Mea, sopra Pialpetta, abbiamo rischiato di calpestare un velenoso aspide addormentato. Calpestarlo senza le giuste scarpe e calzature non è raccomandabile, ma quello è il suo territorio e noi umani gli dobbiamo rispetto ed attenzione, se ci sente fugge.

Poi si rientra ed ecco Caselle, magnifica, accogliente, ordinata… La rotonda di strada aeroporto, stiamo parlando dell’ingresso di un aeroporto, è un groviglio di graminacee; poco oltre gli orti, sembra il set de “Brutti sporchi e cattivi”, serramenti di fortuna, rampicanti ovunque, rigoglio di erbacce…..

Eppure quante belle parole, quanti progetti faraonici, quante promesse non mantenute; ma a noi basterebbero i bordi delle strade rasati, le rotonde in ordine (in alternativa velo di cemento o asfalto), le fioriere, se proprio vogliamo lasciarle dove sono, visto che le abbiamo comprate e pagate noi Pantalun, innaffiate e fiorite, come portacicche e cartacce sono un po’ eccessive!

Ma ormai ogni illusione è perduta, ci resta la fantasia e la voglia di sognare un posto virtuale formato cartolina delle vacanze, ma non basta e non va bene, visto che le cartelle esattoriali sono reali.

Buon rientro.

 

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