Quando  si pensa alla politica e ai giovani tendenzialmente si pensa ad una disaffezione, ad un amore non nato. Non sempre è così, ma nella maggior parte dei casi purtroppo è un dato di fatto. Il ragionare sempre di più con la pancia, senza un pensiero strutturato, al di là del fatto che questo possa essere un pensiero di sinistra e di destra, è una cosa che, come fa dire Corrado Guzzanti al suo Rokko Smitherson, “perplime”, lascia perplessi, pensando al futuro.

Molti giovani, si interessano alla politica sin dal tempo delle superiori, iniziando a far parte delle organizzazioni studentesche e questo fa sì che si educhino al confronto, al discutere, al dibattere, al fare sintesi. Ma purtroppo questi sono sempre meno.

Da un lato la precarietà più totale, il doversi dedicare a costruirsi un futuro, un futuro che guardando le indagini Istat dai dati emerge che i figli vivranno in situazioni economiche peggiori di quelle dei genitori. E quindi la precarietà nel lavoro, il decidere se dedicarsi ad un percorso di studi lunghi, quindi andare all’università, o decidere di inserirsi, se si riesce, nel mondo del lavoro. Tanti dubbi e momenti di instabilità che sfociano anche nella difficoltà che le nuove generazioni hanno nel mettere su famiglia e di diventare madri e padri. Tutto dovuto alla costante precarietà che ci circonda.

Tutta questa situazione di precarietà e instabilità, al posto di far nascere tra le nuove generazioni un moto di orgoglio e, quindi, una voglia di interessarsi alla cosa pubblica, a partecipare, ad informarsi, studiando, nella maggior parte dei casi si limita a condividere post su Facebook, o altre piattaforme social, informandosi poco.

Da un lato una grossa responsabilità ce l’ha l’autoconservazione della politica, dall’altra il fatto che si vive in una realtà del tutto e subito. L’aver perso la capacità di approfondire, documentarsi, fa sì che la maggior parte delle persone, soprattutto i giovani, parlino senza essersi informati. E quindi c’è la giornata in cui tutti sentenziano sulla medicina e si parla di vaccini, ma il giorno dopo, senza aver letto nessun documento di approfondimento sulla questione vaccini, si passa a dire se si è favorevoli o meno alla costruzione di nuove opere, dalla Tav al Terzo Valico, ovviamente senza essersi documentati.

Eppure, poi nelle interazioni faccia a faccia, ossia quando ci si confronta con i giovani, emerge chiaramente che sono una risorsa con tante idee, proposte, progetti, ma molti di loro per paura non si lanciano nello strutturare un proprio pensiero.

Sotto questo punto di vista a Caselle guardando le date anagrafiche dei consiglieri e delle consigliere comunali, le persone interessate alla politica ci sono. Tra quattro anni alla fine del percorso amministrativo, vedremo quale sarà il loro bilancio di mandato. Diamo fiducia ai giovani, nella speranza che il bilancio sia positivo. Da non più giovane mi sento di dire loro di osare, di proporre, come diceva Gramsci: “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.”

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