Sono arrivati alla spicciolata. A piedi, in bici, in moto. Bravissimi tutti. Tutti stretti nel loro abito rosso bordato di bianco, con il berretto che cadeva sulle spalle o la coperta rossa in pile che è stata la novità di quest’anno. Eccoli qui i 17 mila Babbi Natale che hanno dato vita al raduno più grande d’Italia, davanti all’ospedale Regina Margherita, per regalare ancora una volta uno spettacolo unico ai piccoli ricoverati dell’ospedale infantile.
Durante la manifestazione sono stati raccolti 170.000 euro che saranno destinati all’acquisto di un aggiornamento per l’apparecchiatura per effettuare esami tramite la risonanza magnetica, per rendere migliore e più veloce le diagnosi.

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Alla manifestazione, anche se nessuno li ha citati o a speso una parola per loro, erano presenti gli Alpini della Sezione di Torino che hanno preparato vin brulè, cioccolata calda e caldarroste per tutti; per l’8ªZona erano presenti i Gruppi di Borgaro Tor, San Francesco al Campo e San Maurizio.

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C’è da chiedersi come mai, ad esempio, sul TG3 Regionale, non abbiano parlato di noi Alpini che ormai da anni partecipiamo, all’inizio come organizzatori e successivamente come mano d’opera gratuita. Una domanda viene spontanea: ma gli Alpini servono solo per lavorare? Diciamo sempre che siamo ormai tutti “meno giovani” che non ce la facciamo più, che siamo sempre le stesse persone e poi andiamo a manifestazioni dove non siamo considerati e non andiamo invece alle feste dei nostri Gruppi… Ma l’A.N.A., associazione d’arma, si sta trasformando in un sodalizio diverso?

Al di là dei piccoli malati oncologici ai quali va tutto l’affetto, ne vale la pena?

A volte anche un solo piccolo “grazie, Alpini” non costerebbe nulla e ci riscalderebbe il cuore.

Il Delegato di Zona
Bruno Marietta

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