Si è chiusa la mostra “La memoria del futuro – Esposizione e conferenze sui metodi di epurazione delle dittature”, organizzata al primo piano, ed in Sala Giunta, del Palazzo Comunale dall’associazione culturale casellese AEGIS.
Due conferenze hanno accompagnato l’impegnativa esposizione: una, tenuta da Davide Aimonetto, sui campi di concentramento giapponesi; l’altra, a cura di Gianni Oliva, sul controverso tema delle foibe. Un’iniziativa che ha insegnato qualcosa di nuovo  sul dramma immenso della Seconda Guerra Mondiale: dallo strazio degli esperimenti compiuti dall’esercito imperiale nipponico nei campi di sterminio realizzati nei territori asiatici conquistati; alla realtà, assai poco conosciuta dalla gente comune, dei campi di concentramento realizzati in Germania dagli eserciti alleati che, in quanto a crudeltà, nulla avevano da invidiare ad Auschwitz o Dachau.
Per non parlare poi dei campi, questi un po’ più noti, di prigionia costruiti negli States per internarci giapponesi, tedeschi o italiani magari residenti in America da anni, ma improvvisamente diventati persone sospettabili di tradimento per via delle proprie origini.

Tutto ciò a ricordare come la linea sottile che c’è tra giusto ed ingiusto, o tra comportamento umano e bestiale, è assai labile e molto facile da travalicare. Oltre al fatto che la storia la raccontano, spesso, i vincitori e bisogna quindi sempre avere occhi aperti, mente sgombra e spirito critico su quei drammatici anni in cui l’essere umano ha toccato davvero il fondo. Come hanno dichiarato da AEGIS: “La storia deve fungere da esortazione per ricordarci gli errori del passato, errori che non dobbiamo più commettere. Imparando da essi, possiamo costruire qualcosa di migliore: la memoria del futuro, esattamente il titolo dell’evento proposto da noi dell’associazione AEGIS. Non ci sono stragi di serie A e stragi di serie B. La nostra ricerca è stata il più attenta  e minuziosa possibile su tutte le epurazioni delle dittature, ma il materiale disponibile su alcune di esse  era veramente esiguo. Ancora oggi molto materiale è secretato”.
Grazie ad AEGIS per questo importante lavoro che ci ha invitato a riflettere e a non dimenticare ciò che è stato, anche perché, se non facciamo attenzione, potrebbe ripetersi la stessa follia.

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