Due sono gli impianti di depurazione SMAT lungo la Stura a monte di Caselle: quello di Ceretta e quello di Nole. Entrambi hanno avuto problemi di varia natura in questi anni e necessitano di interventi di manutenzione, adeguamento e potenziamento. Qualcuno potrà dire: “Che c’entra tutto ciò con Caselle?” Beh, a parte che la Stura è una e il suo “stato di salute” ci riguarda tutti, da che mondo è mondo, l’acqua scorre da monte verso valle e perciò, se sussistono problemi di depurazione a monte, l’acqua “contaminata” bagnerà anche Caselle, o no? Abbiamo affrontato il problema con il consigliere della Città Metropolitana Stefano Audino del Movimento 5 Stelle.

– Consigliere, può farci il punto della situazione?-

“Certamente! Il giorno 5 febbraio scorso si è tenuto un incontro, da me fortemente richiesto, presso gli uffici SMAT a Torino, in corso XI Febbraio, alla presenza del direttore generale e del tecnico responsabile del servizio dell’azienda. Da tempo chiedevo dei chiarimenti sulla situazione dei due depuratori: funzionano, sì o no? Quando si faranno dei lavori di manutenzione? La problematica mi riguarda molto da vicino perché sono consigliere comunale a San Carlo Canavese”.

-Questi due depuratori quali Comuni servono?-

“Allora”, risponde il consigliere, “quello di Ceretta è utilizzato da San Maurizio Canavese, Ciriè e la stragrande maggioranza delle utenze di San Carlo. Mentre quello di Nole serve, naturalmente Nole, insieme a Mathi, Balangero, Villanova e Grosso”.

-Cosa le hanno comunicato in SMAT?-

“Che finalmente”, prosegue Audino, “stanno per cominciare i lavori di adeguamento e potenziamento degli impianti citati e stiamo parlando di cifre importanti. I lavori su quello di Ceretta prevede 11,5 milioni di euro di investimenti. Il 13 febbraio è avvenuta in SMAT la consegna dei lavori all’associazione temporanea di imprese che si occuperanno della parte impiantistica e di quella edile dopo l’esito della gara di aggiudicazione lavori avvenuta con bando pubblico alla fine del 2018. A partire dal 13 febbraio scorso quindi sono partiti i termini di legge per i quali viene prospettata la durata delle opere e la consegna dell’impianto: durata prevista di ben 730 giorni, di cui 310 ulteriori possibili in deroga come previsto da legge regionale. Durante questa deroga in gestione speciale, il depuratore non funzionerà in tutte le sue parti a causa degli interventi strutturali previsti da espletare: funzionerà quindi “in by-pass””.

-In cosa consisteranno i lavori?-

“Si ristrutturerà l’impianto e si sposterà lo scarico più a valle dove i due rami del torrente si ricongiungono attualmente, consentendo così di avere la giusta quantità di acqua nell’alveo per la corretta miscelazione tra acqua corrente e acque depurate dall’impianto, permettendo il funzionamento ottimale dell’impianto di depurazione stesso; cosa che al momento non accade perché lo scarico si trova in un ramo parallelo della Stura che si è formato naturalmente e dove la portata dell’acqua è sovente insufficiente. Oltretutto sono previsti interventi sulla rete fognaria a monte del depuratore al fine di eliminare l’immissione di consistenti quantità di acque “parassite” che inficiano l’azione di depurazione dell’impianto”.

“Invece”, prosegue Audino, “per l’impianto di Nole sono previsti lavori per 3,5 milioni di euro come da progetto definitivo approvato e si è in attesa delle presentazione del progetto esecutivo. Quest’impianto viene oramai considerato obsoleto ed insufficiente per rispondere alle nuove normative, perciò, una volta terminati i lavori di adeguamento previsti per supportare l’incremento di portata di conferimento fognario e non, avverrà il collettamento verso l’impianto di depurazione di Ceretta. L’inizio dei lavori sull’impianto nolese è prevista per la fine della primavera, inizio dell’estate di quest’anno in modo da avere un fine lavori concomitante a quello di Ceretta. Riassumendo quindi, a lavori ultimati, i Comuni serviti oggi dai due depuratori andranno a scaricare tutti sul rinnovato impianto cerettese”. “Per tutto il periodo di svolgimento dei lavori previsti”, conclude il consigliere, “resterà costante il monitoraggio delle acque depurate immesse nella Stura da parte di ARPA e Città Metropolitana, oltre ai controlli effettuati per legge da SMAT. E’ da parecchi anni che stavamo dietro a questa situazione problematica, personalmente da quand’ero “solo” consigliere comunale a San Carlo; chiaro che da quando sono anche consigliere metropolitano ho potuto avere più voce in capitolo, ma devo dire che la collaborazione da parte di SMAT è stata totale. Ora non ci resta che attendere l’inizio dei lavori”.


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