Guardando una trasmissione dedicata ai giardini nel mondo, mi colpisce una affermazione che abbraccio senza riserva “la cultura dei giardini in Europa è iniziata con i viaggiatori, nei secoli passati, che andavano per il mondo a cercare semi, nuovi esemplari, portando a casa, a volte in modo avventuroso, quegli esemplari che oggi fanno bella mostra di sé nei giardini botanici, nei parchi urbani e, potendo, anche nei nostri giardini”. Un giardino o anche un bel terrazzo sono un importante abbellimento delle nostre case, impegnativo, sicuramente, ma se iniziamo ad appassionarci non riusciremo a sottrarci alle sue cure. A volte ho l’impressione che non ci si occupa di un giardino: è lui che si occupa di noi. Ci sollecita nuovi inserimenti per regalarci nuovi colori e nuove emozioni. Il verde è cosa viva, come tale ha necessità quasi quotidiane, in termini di apporto di acqua, concimi, cura delle malattie, potature, diserbo, pulizia. Detto così può spaventare, l’importante è non esagerare, dosando con attenzione il nostro potenziale in tempi, conoscenze e un po’ di spirito di sacrificio. Il nostro giardino può diventare anche un po’ tiranno obbligandoci in certe stagioni a qualche sforzo in più.

Viaggi e giardini, connubio non necessariamente indissolubile. Sicuramente uno è complementare e stimolante per l’altro. Il viaggiatore cerca emozioni, colori, paesaggi, il giardiniere lo stesso, con il di più di portare a casa qualche seme, una potenziale talea o margotta; laddove possibile, l’acquisto di qualche specie rara. In questi anni ho fatto alcuni viaggi “botanici” con un gruppo di persone con la mia stessa passione: non sarebbe possibile alzarsi la mattina all’alba, sottoporsi a ore di viaggio, rinunciare al pranzo senza l’obiettivo di visitare giardini storici o residenze private, nei quali spesso c’è un garden dove poter fare incetta di esemplari da collocare al ritorno.

In Italia sta iniziando da pochi anni, Oltralpe è in uso da un po’: molti proprietari, vuoi per esigenze di “liquidità”,  vuoi per il piacere di condividere con appassionati o per smaltire esuberi di piante che inevitabilmente si viene a creare, aprono i loro giardini. Sono nati così circuiti in residenze private dove, grazie a passione e lavoro, si celano autentici tesori. Alcuni giardini sono nati intorno ad antiche città d’arte, che grazie alla cura del territorio che le circonda sono vere perle. Uno per tutti, Ninfa, in provincia di Latina.

Nel 2000 tutta l’area di Ninfa è stata dichiarata monumento naturalistico e il giardino è stato considerato dal The New York Times come il più bello al mondo, conosciuto più all’estero che in Italia!

É un giardino all’inglese della grandezza di 8 ettari, iniziato da Gelasio Caetani nel 1921 nell’area della scomparsa cittadina medioevale di Ninfa, di cui oggi rimangono soltanto ruderi, alcuni dei quali restaurati durante la creazione del giardino. Ospita al suo interno oltre un migliaio di piante ed è attraversato da numerosi ruscelli d’irrigazioni oltre che dal fiume Ninfa: il fiume prende origine dall’omonimo laghetto di natura risorgiva e scorreva, fino alla bonifica integrale, per oltre 40 chilometri nell’Agro Pontino nel primo tratto col nome Ninfa e poi col nome Sisto, fino a sfociare tra Terracina ed il Circeo.

É possibile osservare alberi maestosi: un noce americano; diversi meli ornamentali, un acero giapponese a foglia rosa, un faggio rosso, un acero a foglie bianche e un pino a foglie color argento, una bignonia gialla, un gruppo di yucca e diversi roseti. Presso la facciata principale si trova un cotinus coggygria, chiamato anche albero della nebbia, con delle infiorescenze a piumino rosa, simili a zucchero filato ed un cedro gigantesco. Lungo il fiume si incontra un boschetto di noccioli, un acer saccharinum e un liriodendron tulipifera, chiamato anche albero dei tulipani, iberis, eschscholzia, veronica, aquilegie, dianthus, melograni. Vicino ai resti del ponte romano una photinia serrulata, gelsomini, glicini e prima di arrivare al ponte di legno un gruppo di bambù provenienti dalla Cina. Al ponte di legno è posta una gigantesca gunnera manicata, tipica degli ambienti fluviali brasiliani, dei papiri, un cedro ed una casuarina tenuissima, proveniente dall’Australia. Sul municipio una lonicera involucrata, mentre davanti al castello una magnolia stellata.

Nella zona dedicata al giardino roccioso si trovano iberis, eschscholzia, veronica, alyssum, aquilegia, dianthus e melograni nani, clematis armandii a fiori viola, ortensie rampicanti, aceri.

Vi sembra stimolante? Visitatelo, sarà indimenticabile.

 

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