L’Italia possiede, secondo stime consolidate, il 60% del patrimonio storico-artistico mondiale.

Questo immenso patrimonio si è formato attraverso un sovrapporsi di opere, materiali e immateriali, accumulatesi attraverso molti secoli.

Ogni generazione e comunità ha portato il suo mattone per contribuire alla costruzione dell’edificio del patrimonio storico-artistico del paese. Realizzando un tessuto diffuso in tutto lo stivale. Praticamente ogni borgo, paese o città possiede una qualche opera degna di far parte di questa splendida realtà.

L’importanza di questo tessuto non risiede soltanto nella sua magnificenza e bellezza che suscita stupore in un sia pur svagato sguardo: no. Esso ha contribuito a creare un’identità che definisce una personalità collettiva. Pur in assenza di un’unità politica arrivata troppo tardi.

Il possesso di questo immenso patrimonio è sicuramente motivo di orgoglio. Materialmente è di proprietà dell’Italia in quanto Paese e, quindi, ne è anche responsabile. La sua importanza trascende la dimensione locale intesa come nazione Italia. Infatti dal punto di vista morale ed etico appartiene all’umanità intera.

L’Italia possiede il maggior numero di siti UNESCO dichiarati patrimonio dell’umanità: ben 54 al 2018 più altri 40 candidati a farne parte.

Tutto questo pone al Paese responsabilità enormi per tutelare e conservare il patrimonio storico-artistico. La responsabilità maggiore spetta ovviamente alle istituzioni ed agli enti preposti. Questo non basta, è necessario che tutti i cittadini si sentano sensibilizzati e coinvolti in questo immane progetto.

Già, ma come fare per realizzare quest’obiettivo, come coinvolgere sempre più cittadini in un atteggiamento di maggior rispetto e corretto comportamento verso opere fragili per definizione?

Come evitare che l’uso spesso disinvolto produca danni anche irreversibili come spesso vediamo nelle immagini trasmesse dai TG, o che spesso vediamo frequentando musei e siti?

Ѐ questa la domanda che si è posta il Lions Club Host di Venaria Reale. I responsabili hanno varato un service di livello regionale realizzato in collaborazione con le soprintendenze per i beni archeologici, belle arti e paesaggio della città Metropolitana di Torino e delle province di Biella, Novara; Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli. Con il patrocinio di diversi enti tra cui la Regione Piemonte.

Questo progetto-service si chiama “Agente Pulente”. L’obiettivo è quello di coinvolgere i ragazzi delle scuole dell’obbligo in laboratori pratici da realizzare sul territorio con annessa vista a qualche monumento. In questo caso i Battuti.

A Caselle sono state coinvolte diverse classi delle quinte delle elementari: il 21 Marzo 2019 è stato il turno delle 5ªA e 5ªD della Rodari, il giorno 3 Aprile 2019 è toccato alle 5ªA e 5ªB della Collodi ed il giorno 8 Aprile la 5ªB ancora della Rodari.

I ragazzi hanno partecipato ai laboratori previsti finalizzati a comprendere l’importanza del rispetto e pulizia delle opere d’arte. Anche con dimostrazioni pratiche realizzate col concorso di esperti. Durante la visita ai Battuti è stato illustrato loro il patrimonio contenuto nella chiesa confraternale.

Infine è stato consegnato a tutti i ragazzi “Il manuale dell’Agente Pulente” in cui vengono illustrate in maniera gradevole ed essenziale le principali norme comportamentali verso il patrimonio storico-artistico di cui sono i naturali eredi.

Ci auguriamo che vengano realizzate molte altre iniziative del genere verso i giovani: un’educazione al bello ed un investimento sul futuro.

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