Nel 1969 Stefano Pirra inaugura una bella galleria d’arte in Corso Cairoli a Torino: pareti, bacheche e pavimento erano d’un invitante tono di rosso. Trascorrono cinquant’anni e oggi Gabriella e Daniela Pirra festeggiano l’anniversario nella nuova sede di Corso Vittorio a Torino con una convincente mostra dedicata a Edgardo Corbelli, il pittore che – a tratti – abbandona Torino per accostarsi a modi di “far arte” europei. La Ragazza ( 1980 ) è delineata da segni rossi e costruttivi e lo stesso gesto della mano è di rigororso impatto spaziale.

Moltissimi sono i cataloghi – spesso firmati da Angelo Mistrangelo – che hanno accompagnato e commentato sin dagli anni settanta le mostre, dedicate al sensibile disegno di Gigi Morbelli, a Giacomo Grosso, a Modì oppure a un pittore raro sul mercato dell’arte, amante dei riflessi sulle acque: Henry Maurice Cahours.

Nel 1992 Stefano Pirra s’accosta alle Scuole di Mosca e San Pietroburgo portando a Torino opere di autori avviati verso la celebrità, da Dmitrij Kosmin autore di un quasi monocromo Bosco allagato a Boris Lavrenko che riflette nelle acque della Neva  la facciata dell’Accademia di San Pietroburgo, a Georgij Moroz che coglie l’immediatezza di un Bimbo fra i girasoli.

Assai interessante è il Monastero delle Vergini dal colore soffuso di Zabelin ed essenziale nella purezza risulta l’opera di Igor Smekalov che coraggiosamente esce dai confini della propria terra per guardare a quanto dipingono gli artisti del Sud dell’Europa, anche italiani  (Interno con figura, 2009 ).

Una mostra assai visitata che significa un omaggio all’Amico Stefano che, senza badare alla fatica, partiva per incontrare i maestri russi ritornando a casa con la “valigia” zeppa di opere suggestive e nuove per Torino, con figure assorte, bellissimi paesaggi nordici, interni ricchi di poesia, boschi e tremule acque.

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