Continuano le polemiche, in Consiglio comunale e sui giornali, in merito all’annullamento in autotutela di decine di verbali per violazioni al Codice della Strada da parte del Comune di Caselle in questi mesi.
Annullamenti dovuti essenzialmente, al termine dell’iter procedurale, alla non reperibilità dei proprietari, o degli utilizzatori, dei veicoli sanzionati. Gli annullamenti in autotutela si rendono necessari per armonizzare la contabilità dell’Ente, in quanto non si possono mettere a bilancio entrate non esigibili. In particolare, il consigliere comunale di minoranza Andrea Fontana (Caselle Futura) ha preso a cuore la faccenda, chiedendo chiarimenti approfonditi a più riprese. Anche perché, con l’andare del tempo, le determine di annullamento aumentano.
In merito alle interrogazioni poste da Fontana (Caselle Futura), il comandante della Polizia Locale Alessandro Teppa, responsabile di settore e pertanto anche degli annullamenti in autotutela dei verbali, risponde, ad inizio maggio, a riguardo dei verbali comminati al City Gate che: “Circa l’annullamento delle sanzioni straniere oggetto di determinazioni numeri 88/19 e 132/19 si evidenzia che tutta la procedura prevista dal codice della strada è stata portata a termine senza nocumento all’Ente”; “confermo l’utilizzo della banca dati Eucaris al fine di ricercare il proprietario di un veicolo con targa estere presente nell’Unione Europea per gli stati aderenti”. Il comandante continua precisando che “i verbali annullati in autotutela (…) sono mancati recapiti esteri dovuti a casi di irreperibilità, mancato ritiro, indirizzo sconosciuto e rifiuto al ritiro. Di conseguenza legittimamente si è proceduto all’archiviazione, in quanto per i verbali stranieri non è possibile procedere con la riscossione coattiva”. Mentre sui verbali per eccesso di velocità rilevati dai due nuovi velox, “oggetto della determinazione 116 si evidenzia in primo luogo che si tratta di sanzioni a trasgressori italiani”. “In particolare dal momento in cui si viene a conoscenza (…) dell’indirizzo del trasgressore si procede alla notifica tramite ufficio postale (atto giudiziario) e nel caso in cui l’atto ritorna non notificato al Comando (…) si avvia la procedura dal codice della strada e codice di procedura civile”. “In particolare i 345 verbali (dei mesi di ottobre e primi di novembre) che le Poste ha restituito nel mese di novembre con le motivazioni del mancato recapito, sono stati gestiti esclusivamente dalla ditta Area Riscossioni, come da contratto d’appalto”. Teppa conclude che “a seguito dei mancati recapiti (…) trascorsi i 90 giorni dall’infrazione la ditta ha suggerito al Comando l’annullamento in autotutela dei verbali, al fine di evitare eventuali condanne del Comune al risarcimento delle spese di giudizio nei ricorsi”.
La dichiarazione del sindaco Luca Baracco: “Non capisco il clamore che continua a suscitare l’argomento. Partiamo dal presupposto che Caselle, in quanto Comune aeroportuale, deve gestire un numero decisamente più elevato di verbali rispetto ad altri Comuni del circondario”. “Perciò”, prosegue Baracco, “se il numero assoluto di verbali annullati sembra elevato, in realtà, in percentuale, il numero è bassissimo. Stiamo parlando di verbali che non si è potuto riscuotere perché, seguendo tutto l’iter procedurale di legge, non si è individuato il proprietario. Trascorsi 90 giorni dall’infrazione, non è più conveniente per l’Ente proseguire, perché il sanzionato potrebbe far ricorso e, paradossalmente, vincere: questa è la legge. Ripeto che stiamo facendo molto rumore per nulla perché Caselle, tra velox e City Gate, si ritrova con decine di migliaia di verbali ogni anno”. “Poi proprio parlando di City Gate”, conclude il sindaco, “i proprietari non rintracciati sono essenzialmente stranieri.
Espletata la procedura di legge non si può fare più nulla. La banca dati europea? Ci sono molti Paesi che non vi aderiscono e alcuni di essi sono a noi vicini. Un esempio? La Spagna”. 

 

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