Si avvicina l’estate e, di conseguenza, le ferie per molti italiani. Proprio per questa ragione, sono giunte alcune segnalazioni di cittadini casellesi preoccupati perché, dovendo ottenere una nuova carta d’identità causa scadenza di quella vecchia, si sono visti fissare appuntamenti, iniziando la procedura a metà maggio, per la fine di agosto. Ovviamente ciò ha sollevato perplessità, ma la “colpa” non è del Comune di Caselle, perché le prenotazioni avvengono, com’è noto, on line tramite il portale ministeriale. Qualcuno teme di veder saltare le tanto agognate ferie, dovendosi recare magari all’estero e non essendo dotato di passaporto. Comunque, il vicesindaco Paolo Gremo, contattato in merito da Cose Nostre, ci tiene a rassicurare i cittadini: “Sinceramente, mi state sottoponendo un non problema… Ciò che mi riferite è tutto vero perché le tempistiche sono quelle. La procedura penso sia ormai nota: si fissa appuntamento tramite portale, ci si reca il giorno prestabilito, all’ora prestabilita, presso lo sportello dell’Anagrafe per espletare le pratiche in circa 15-20 minuti. Dopodiché, tempo una settimana, dal Ministero si riceve a casa la nuova CIE. Se si preferisce, la si può far spedire all’Ufficio Postale più vicino, dove però solo l’intestatario del documento la può ritirare”. “Questa è la procedura standard”, afferma Gremo, “esistono però le emergenze e le eccezioni. Se una persona si presenta con un biglietto aereo o una prenotazione alberghiera, il nostro personale farà il possibile per anticipare l’appuntamento in tempo utile. Se poi proprio non si dovesse riuscire a stare nei tempi della partenza, gli si stamperà una carta d’identità cartacea per consentire al concittadino di godersi le vacanze: ci mancherebbe altro che impedissimo un legittimo diritto di chiunque. Sarebbe una limitazione grave nell’ambito della libera circolazione delle persone! Ne approfitto per ricordare, ancora una volta, che solo chi ha il documento d’identità in scadenza può richiedere la nuova CIE: non la si può richiedere in anticipo”. Quindi tutte le Anagrafi d’Italia dovrebbero risolvere il problema sorto in questa maniera? “Io rispondo per il mio ufficio e per il mio Comune”, conclude il vicesindaco, “ma per buon senso penso che faranno un po’ tutti così: sarebbe assurdo comportarsi in maniera diversa”.

 

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