A memoria non era ancora mai successo: nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale tenutosi, l’ultimo punto all’ordine del giorno era un’interpellanza presentata dal consigliere Andrea Fontana (Centrodestra per Caselle) avente per argomento “annullamento verbali per infrazioni stradali”.
Sì, la querelle sui verbali annullati nei dintorni del “Sandro Pertini” continua a tener banco nella città dell’aeroporto.
Ciò che non era mai successo è che per la discussione di questo punto, per motivi di privacy, le porte della Sala del Consiglio si sono chiuse a cronisti e cittadini spettatori. Fontana ha infatti richiesto delucidazioni sul trattamento riservato ad alcuni guidatori sanzionati.
In realtà, la prima parte dell’interpellanza è stata trattata a porte aperte, con un rappresentante di “Areariscossioni”, la società che gestisce i due impianti velox posti sulle ex Sp2 e 13, Roberto Moratto, che ha spiegato ai presenti l’iter procedurale che segue alla rilevazione di una violazione: lettura della targa, verifica identità del trasgressore, stesura verbale da passare alla Polizia Locale, spedizione della sanzione alla residenza dell’interessato. Se la consegna non avviene, per i più svariati motivi, si consultano i registri automobilistici per trovare un altro possibile indirizzo utilizzabile. Se però, intanto sono passati i fatidici 90 giorni stabiliti dalla legge, il verbale va annullato in autotutela per evitare, paradossalmente, di vedersi fare ricorso dal sanzionato.
E così è avvenuto per i 345 verbali annullati e contestati dal consigliere di minoranza.
Per Fontana è “una questione di sicurezza e controllo del territorio, ma anche di giustizia ed eguaglianza”. Secondo “Areariscossioni”, i verbali annullati costituiscono meno dell’1% degli atti notificati.
Moratto ha ancora ricordato che per le automobili con targa straniera “pizzicate” dagli impianti, la normativa è diversa: l’annullamento infatti scatta dopo un anno dalla violazione. Sicuramente, di questa faccenda sentiremo parlare ancora per molto.

 

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