Il sistema di cavalcavia che caratterizzava, a Torino, l’innesto di corso Potenza su corso Grosseto ormai non esiste più. L’ultima sua appendice, con le rampe di salita da corso Potenza, è stata demolita nelle settimane scorse. Un sistema di cavalcavia costruito negli Anni 60, ed inaugurato nel 1972. Quasi 50 anni di onorato servizio, che suscitava però negli ultimi anni qualche apprensione, per il crollo di qualche calcinaccio.

Il cavalcavia di corso Grosseto sarà però utile anche dopo il suo abbattimento. Questo grazie a un progetto di ricerca promosso dai due Politecnici di Torino e Milano, d’intesa con Comune, Città Metropolitana e Regione. Di cosa si tratta? Lo spiega il professore ordinario di Scienza delle Costruzioni del Politecnico di Torino Bernardino Chiaia: «Sarà una campagna d’indagine sperimentale per determinare le prestazioni residue ed ultime delle strutture. La sperimentazione avrà una valenza unica nel suo genere in Italia e a livello internazionale per la molteplicità di informazioni. L’obiettivo è la conoscenza dello stato di sicurezza e vita utile di molti ponti stradali realizzati nei decenni scorsi nel nostro Paese, con ricadute sui sistemi di ispezione e monitoraggio del patrimonio di infrastrutture stradali esistente». Da notare che l’annuncio della decisione di procedere a questo progetto di ricerca è di metà giugno 2018, due mesi prima della tragedia del Ponte Morandi, che ha drammaticamente dimostrato la necessità di questo tipo di studi.

La prima fase del progetto di ricerca si è svolta il mese scorso, su una parte del cavalcavia – quello visibile nella foto – lasciato appositamente indietro nel lavoro di demolizione. Le stesse imprese dell’ATI che lavorano per la realizzazione del raccordo interrato della Torino-Ceres al Passante Ferroviario hanno eseguito il taglio in sito delle travi in cemento armato e dei pulvini del cavalcavia. Una volta tagliate, le componenti strutturali sono state caricate su una serie di trasporti eccezionali e portate a Mirafiori, presso le aree di T.N.E. in uso da parte del Politecnico di Torino. Lì sono state scaricate su appositi sostegni, per essere sottoposte, nei prossimi due anni, a prove e verifiche sperimentali da parte dei tecnici dei due Politecnici di Milano e di Torino, sotto il controllo di un Comitato di Gestione appositamente costituito.

Un’opportunità straordinaria per conoscere lo stato delle infrastrutture, immerse in ambiente urbano e a cinquanta anni dalla loro costruzione, offrendo un potenziale statistico di grande rilevanza per le tantissime costruzioni similari disseminate ovunque nella nostra penisola.

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