Scrivo per testimoniare un episodio avvenuto il 9 luglio sulla linea Sadem da Torino Porta Nuova a Caselle Aeroporto (corsa delle 12:15). Alla fermata di Porta Susa sono saliti due controllori ed hanno multato una signora seduta accanto a me per aver esibito un biglietto “scaduto”. La signora, di una certa età e con accento straniero, ha utilizzato – non sapendo della scadenza – un biglietto regolarmente pagato ed ha convalidato il biglietto tramite l’apposito macchinario che ha dato luce verde sotto l’occhio del conducente del mezzo. A poco sono valse le proteste in quanto il regolamento (disponibile dove?) e la ricevuta rilasciata al momento dell’acquisto (ma non il biglietto) riportano la scadenza in 60 giorni. Il fatto che il sistema di bordo dia via libera secondo i verificatori non è probante. La poverina ha pagato ed è successivamente scoppiata in lacrime. A mio parere andrebbero approfonditi in sede opportuna gli aspetti giuridici di liceità della sanzione quali ad esempio la mancanza delle diciture di scadenza sul biglietto stesso, l’inadeguatezza del sistema automatico di verifica che peraltro già controlla la validità degli abbonamenti, per non dire della stessa esiguità del termine del prepagato (60 giorni dall’acquisto neanche gli operatori di telefonia mobile hanno mai osato tanto) pur in assenza di variazioni tariffarie.

Aggiungo la mia personale sensazione di profonda vergogna di essere cittadino di un paese in cui è tollerato ricorrere a questi mezzucci pur di tentare di risanare i bilanci di un servizio pubblico in concessione ad una società ormai a controllo tedesco e peraltro carente sotto tanti punti di vista (quel giorno c’erano 30 gradi e l’aria condizionata del mezzo non funzionava).  Ho vissuto per 15 anni all’estero in diversi paesi anche considerati meno civili del nostro e le autorità del posto si sono sempre dimostrate tolleranti con me in quanto straniero in caso di alcune piccole infrazioni che ho commesso.

 Luigi Chilà

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Filarmonica Cerettese
Classe 1958, ex dirigente di azienda, torinese di nascita, ho una famiglia che unisce Sud e Nord, Italia ed Europa. Mi sono diplomato al liceo classico ed ho conseguito la laurea in Economia a Torino. In azienda mi sono occupato di controllo di gestione, amministrazione, personale. Ho lavorato oltre 15 anni in paesi esteri dirigendo piccole filiali del gruppo al quale ho dedicato tutta la mia carriera. Ho così avuto l’opportunità di avvicinarmi a lingue straniere e scoprire culture antichissime; ho provato a capire la gente di altri paesi vivendoci un po’ insieme ed ho imparato che quello che ci divide sono solo i preconcetti ma anche, troppo spesso, il peso della Storia. Una volta in pensione mi sono dedicato da una parte al volontariato, utilizzando le mie competenze a beneficio del terzo settore, dall’altro ho ripreso la passione per la musica che mi aveva sempre accompagnato, in verità senza grandi risultati. All’età della pensione ho iniziato a studiare e praticare uno strumento a fiato che mi ha permesso di introdurmi nel meraviglioso mondo delle bande musicali piemontesi. Per Cose Nostre scrivo della Filarmonica Cerettese ed in generale di temi relativi all’associazionismo musicale popolare.

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