La “177a Esposizione di Arti Figurative” presso la Società Promotrice delle Belle Arti di Torino si è svolta quest’anno parallelamente al Centenario dell’inaugurazione della Palazzina, sede sociale progettata da G. Bonacelli e D. Calandra, rimaneggiata da G. Chevalley e decorata da E. Rubino e L. Bistolfi.

347 artisti hanno presentato 548 opere in un allestimento ed un catalogo curati da Orietta Lorenzini e promossi dal Presidente Giovanni Prelle Forneris, dal Vicepresidente Angelo Mistrangelo e dalla Commissione Artistica.

Fra i numerosi meritevoli autori, Ezio Balliano raffigura il volo d’una falena durante il plenilunio mentre Albino Caramazza tratteggia espressivi volti femminili mediante il collage di bustine di zucchero.

Lia Laterza colloca fondamentali fonti di vita in un’atmosfera di bruma soffusa, Natalia Alemanno stilizza le architetture ed i riflessi delle “Luci sul Po” ed Adriana Baldassi interpreta riverberi ed ombre delle città del Medio Oriente; invece Feliciano Aresi, durante una camminata nel parco, coglie personali impressioni con rapidi gesti.

Pierluigi Bovone trasmette la velocità di un treno lanciato lungo un pendio laddove Santo Caglioti costruisce un “soffice” paesaggio composto da filamenti di cotone.

Anna Cervellera ritrae un’arroccata, solida, stratificata “Matera”, al contrario Mariella Crosio suggerisce “Presenze” e “Pensieri”; Fiorella Gelain personifica finanche gli oggetti, immersi nelle riflessioni inerenti un incerto futuro.

Franco Giletta celebra ”Geshtinanna – Dea della vite”, mentre Maria Ausiliatrice Laterza struttura la propria opera all’interno di un “Angolo”; Nene Martelli apre altresì una “finestra” su un’esplosione di vivaci cromie.

Se Bruno Molinaro esprime “Emozioni” utilizzando i contrasti tra bianchi, terre e bruni, Gabriella Muzio rappresenta un “Brutto incontro” dipingendo inquietanti personaggi; diversamente per Anna Maria Palumbo “Uno stormo di uccelli danza nel cielo” e Paola Pasqualotto immortala le dolomitiche “Pale di San Martino” con una gioiosa figurazione.

La forza della Natura emerge tanto dai platani descritti da Luisa Porporato quanto dalle forme semidefinite, in bilico fra “La vie et la mort”, di Elena Ribero.

A differenza del trittico notturno che Dina Russo intitola “Pink Floyd”, Lea Ricci esalta la luce in un “Sogno marino” dagli echi futuristi, Maria Pia Sassi Bologna inneggia alle rosseggianti “Note d’autunno”, mentre Lucia Terzo conduce l’osservatore lungo la rasserenante “Costa dell’Ambra”; Giuseppe Valerioti mostra infine un lussureggiante “Paesaggio” naif.

La tecnica dell’acquerello viene utilizzata da Attilio Dal Palù in una dettagliata veduta delle “Cinque terre, Manarola” e da Gianluca Cunich per delineare “Il samurai”.

Numerosi autori hanno presentato pregevoli calcografie, fra cui l’acquaforte-acquatinta “Trabucco” di Franco Inz.

All’arte fotografica ed alla stampa digitale è stata dedicata un’area dell’Esposizione in cui hanno potuto mostrare le proprie opere artisti quali Roberta Capello, Giuseppina Cestone, Guglielmo Keller,  Ezio Sarà ed Annamaria Zappatore.

Riguardo alla scultura, Osvaldo Moi realizza in bronzo oppure in alluminio sia urlanti “Maschere di sofferenza” sia guizzanti figure atletiche, mentre con lo stesso materiale Francesco Zavattaro Ardizzi crea “La baigneuse”. Franco Fissore scolpisce invece la pietra leccese, Mariella Perino

modella sculture in terracotta ceramicata ed infine Antonio Fabio Ferreri costruisce con oggetti di recupero un “pesce meccanico”.

Una positiva rassegna con nuove presenze ed artisti che costantemente espongono in una sede storica della città.

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