Fondato nel 1847, il Circolo degli Artisti di Torino negli ultimi due anni ha spostato la sede da palazzo Graneri della Roccia a quella che fu la casa del capo giardiniere di Palazzo Reale, ora denominata “Giardiniera Reale” (C.so San Maurizio 6). Tra i soci dello storico sodalizio vi furono Avondo, Bistolfi, D. Calandra, Delleani, Fontanesi, Grosso e finanche Armando Testa.

Circa settanta artisti hanno recentemente presentato le proprie opere nella 158° Mostra sociale, divisa (per ragioni di spazio) in due differenti esposizioni, a cura di Gian Giorgio Massara ed Angelo Mistrangelo.

Angela Betta Casale ha curato graficamente il catalogo contenente un testo di Luigi Tartaglino (Presidente del Circolo degli Artisti e del Circolo Eridano); in copertina compare un’opera di Raul Viglione.

Tra i numerosi autori, Erina Berruto intreccia passato e presente nella composizione di oggetti antichi e “Primule”; altrettanto si osserva nel dipinto di Pietro Berta che distende la “Nuda” (nota figura muliebre immortalata da Giacomo Grosso) su una nave da crociera.

Angela Betta Casale s’ispira ad una frase di Friedrich Nietzsche ed infine approda ad una dimensione “fantasy”, mentre Gianpaolo Brangero si proietta oltre il mondo conosciuto attraverso la rappresentazione della “Nebulosa Rosetta”.

Anna Borgarelli presenta un nudo femminile coperto solamente da “Calze viola” e Mea Capello interpreta il guizzo d’un “Pesce rosso” per mezzo di una personale tecnica ad acrilico e silicone.

Nell’opera di Anna Cervellera un rosseggiante vestito si staglia “Sotto la pioggia” in una plumbea atmosfera ma Mariell Chirone Guglielminetti riproduce un chiaro Mosè di Michelangelo contro uno sfondo color rubino.

Paula Mariut Ciobanu rievoca il mosaico ed esalta la linea, invece Gian Cravero si esprime elaborando una caleidoscopica danza di luci.

Paola Cristina De Angelis, in “Mentastasi”, ritrae il volto immaginario di un uomo, immerso nella sofferenza a causa del proprio vuoto cerebrale.

Massimo Diana utilizza la fotografia digitale per proporre una dorata Mole e Guglielmo Keller realizza attraverso la tecnologia informatica una “scultura virtuale”.

Morbidi, caldi “Riflessi” di candele accese pervadono la natura morta di Silvana D’Urso mentre i contrasti delineano sia le forme del bosco (Ester Giummarra) sia petali di “Rose appassite” (Maria Teresa Iannizzi).

Carla Icardi ci conduce fra palme e capanne, Elda Mantovani ci accompagna poi fra scogli ed onde.

Attilio Lauricella tesse policromatiche geometrie pittoriche, quali modulano altresì il dipinto di Anna Sartori.

Francesco Marinaro espone una scultura in cui il dio Eros perisce, raggiunto alle spalle da un dardo; diversamente Elio Uberti celebra la vita in una vivace composizione polimaterica di elementi artificiali e naturali e Francesco Murlo coglie gli svariati particolari di un paesaggio innevato.

Toni espressionisti rivelano inoltre l’enigmatica “Meditazione” di Franco Negro (realizzata con pittura ad olio su eterogenei strati di supporto), l’acquaforte “Anche il lupo ha paura” di Adelaide Scavino e l’opera di Anna Sciarrillo in cui si affronta il tema della disuguaglianza sociale.

Intenso ed assorto appare lo sguardo del “Monaco tibetano” ritratto da Paola Reviglio, così come assorbiti dalla bellezza del mare paiono i personaggi nell’omaggio che Anna Maria Russo tributa ai “Macchiaioli”.

Laura Saturnino illustra una veduta del mercato di “Porta Palazzo”, invece Renata Seccatore iconizza le differenti sfumature del comportamento felino.

Rosanna Vottero Viutrella infine onora la propria quercia in un figurativo che tende progressivamente all’astrazione.

Si perpetua dunque la tradizione pittorica torinese che prosegue attraverso i Circoli, nei quali importanti autori poterono palesare al pubblico il proprio talento.

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